E’ scaduto il termine entro cui gli elettori all’estero dovevano inviare, agli uffici consolari, la busta contenente la scheda e il tagliando comprovante l’esercizio al diritto di voto. Le schede votate, insieme al tagliando elettorale, devono pervenire ai consolati entri giovedì 21 febbraio, ore 16 locali. Attenzione però: per votare c’è tempo fino al 21, considerando che le schede possono essere anche consegnate a mano agli uffici consolari. Dunque, la vera scadenza del voto all’estero è giovedì della prossima settimana.
Il 21 toccherà ai responsabili degli uffici consolari raccogliere le schede, “impacchettarle” e inviarle a Roma, per lo scrutinio, che avverrà a Castelnuovo di Porto, alle porte della capitale. Lo scrutinio inizierà alle 15 di lunedì 25 febbraio, quando i seggi in Italia verranno chiusi.
Ricordiamo che gli italiani nel mondo votano per corrispondenza e con le preferenze. Oltre confine si vota per eleggere 12 deputati e 6 senatori. La legge sul voto all’estero più volte è stata criticata, anche da autorevoli esponenti delle istituzioni – pensiamo a Berlusconi quando era capo del Governo, o a Fini e Schifani, rispettivamente presidente della Camera e del Senato – ma nessuno ha voluto cambiarla, nonostante le tante proposte di modifica – e le tante chiacchiere sui giornali – depositate in Parlamento in maniera trasversale.
Così oggi a ItaliaChiamaItalia arrivano segnalazioni, da tutto il mondo, di plichi elettorali non consegnati, di compravendita di voti, di cattiva organizzazione dei consolati… Le solite identiche cose che abbiamo già vissuto nel 2006 e nel 2008.
Ormai siamo agli sgoccioli, mancano pochi giorni al termine del 21 febbraio. Il 25 inizierà lo scrutinio – dove ItaliaChiamaItalia sarà presente – e presto sapremo i risultati. Con la speranza che a vincere saranno coloro che durante questi anni hanno dimostrato davvero un sincero amore per i connazionali residenti all’estero e non solo un perverso ed egoista attaccamento alla poltrona.
































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