Dopo la lettera aperta inviata da Gian Luigi Ferretti, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, ai propri colleghi CGIE, qualcosa si sta muovendo. Ferretti nella sua nota ha chiesto con forza che durante la prossima Assemblea Plenaria si possa discutere del caso Giacchetta, ovvero della truffa di un funzionario Inca/Cgil ai danni di decine di famiglie italiane residenti in Svizzera, pensionati che si sono visti portar via i risparmi di una vita. Ebbene, il consigliere CGIE sta ricevendo tante risposte, tante adesioni, da parte di colleghi che hanno accolto il suo appello.
In particolare, il consigliere Carlo Consiglio, Canada, dopo avere letto il messaggio, non solo si è detto d’accordo con la proposta e pronto a dimettersi se dovesse farlo Ferretti, ma ha anche annunciato che si farà “promotore di una richiesta di raccolta firme, strumento previsto dal nostro regolamento, per superare la ritrosia di parte, gretta e ingiustificata in una circostanza come questa”.
C’è qualcuno che cerca di dare valenza politica alla richiesta di Ferretti, ma – come sottolinea giustamente Consiglio – “la stessa è esclusivamente legata al nostro mondo dell’emigrazione. Si tratta come hai ben detto, di nostri connazionali residenti all’Estero cui il CGIE deve la sua solidarietà”.
La macchina è stata messa in moto. Non resta che attendere la Plenaria di fine mese per sapere come andrà a finire.
































Discussione su questo articolo