E’ stato ritrovato e sta bene Gian Claudio Marengo, il trentenne scomparso dopo aver superato il traguardo della maratona di New York. "Si era perso per Manhattan, si è ripresentato spontaneamente", fa sapere l’ufficio stampa della comunità di San Patrignano.
San Patrignano ha precisato che Marengo "non aveva nessun disturbo mentale, non era soggetto a trattamento psichiatrico ne’ sottoposto a terapie con psicofarmaci. Era certamente una persona fragile, vulnerabile e molto emotiva che dopo anni di tossicodipendenza aveva trovato un’opportunita’ di recupero a San Patrignano".
Marengo si trovava in Comunita’ "da oltre tre anni, impegnato nel laboratorio di falegnameria dove stava trovando una sua realizzazione professionale. Nella corsa, sport praticato da tanti ragazzi in Comunita’, aveva scoperto una nuova passione, tanto grande che la Comunita’ aveva deciso di premiarlo inserendolo nel San Patrignano Running Team che da tre anni partecipa alla maratona di New York. Pochi mesi fa era stato a far visita per la prima volta alla sua famiglia".
La corsa "e’ stato un buon modo per perdere peso e togliermi dalla testa i problemi che stavo vivendo. Ora credo che correro’ per sempre": sono le parole che Gianclaudio Proietti Marengo, il ragazzo di San Patrignano scomparso a New York, ha detto pochi giorni prima della maratona. Marengo gia’ a 14 anni consumava cannabis, allucinogeni e cocaina. E a 20 anni, l’eroina. "Dopo tutto – ha detto prima della corsa – il mio motto e’ sempre stato ‘no limit’. E’ forse per questo che amo cosi’ tanto l’idea di correre a una maratona".
































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