C’era una volta la Ferrari. Una favola. Che continua, anzi si supera, ogni anno. E non importa se c’è la crisi o si sta cercando di superare uno dei momenti più complicati, economicamente parlando, che ha passato, e sta passando il mondo. Anche se quando si parla di Ferrari c’è il rischio di ripetersi non importa, perchè la favola del Cavallino Rampante è lì che si ripete, ogni giorno.
Questa volta è arrivato un altro primato, tra i tanti ai quali la Casa di Maranello ci ha abituati. Il record in questione, e parliamo di uno solo, riguarda gli Stati Uniti, l’America, dove per la prima volta in 66 anni di storia della Rossa, le vendite Ferrari hanno superato quota 2.000 esemplari, per la precisione 2.058, mai successo prima. Un +14,6% (Canada compreso) che lancia per l’ennesima volta la Ferrari in cima ai desideri americani, e se su oltre 300 milioni degli abitanti che popolano gli States un po’ più di 2.000 sono riusciti a trasformare in realtà questo sogno significa che l’impresa è riuscita a meno dello 0,1% della popolazione. Un altro numero che rende l’idea di cosa significhi possedere una Ferrari, anzi in questo caso comprarne una. Ma se si guarda alle cifre del 2012, con 7.318 esemplari consegnati, il 28% sono finiti nel Nord America, la conferma, ennesima, dello straordinario amore che lega gli americani alla Ferrari.
Per rimanere ancora alle cifre generali, la Casa di Maranello ha visto il 2012 come il suo miglior anno di sempre, superando anche il 2008, un anno magico, fino a oggi il migliore. Ecco allora un’altra serie di numeri: +4,5% rispetto alle consegne del 2011, + 8% invece per ciò che riguarda il fatturato (2.433 miliardi di euro) e crescita del 12,1% per il risultato della gestione ordinaria, arrivato a quota 350 milioni di euro, con un utile netto che sfiora i 244 milioni (+17,8%) e un ROS (Return on Sales) che si conferma con il 14,4% ai livelli delle migliori aziende del settore del lusso.
"E’ motivo di grande orgoglio per tutti noi chiudere un anno con simili risultati, pur in presenza di un contesto non certo favorevole in tanti Paesi europei se non addirittura ostile, come nel caso dell’Italia – ha dichiarato il presidente Luca di Montezemolo – il merito va alle donne e agli uomini della Ferrari, alla forza del marchio, a una gamma innovativa e completa, a forti investimenti tecnologici e a un’espansione controllata nei mercati automobilistici mondiali".
E proprio gli investimenti hanno avuto una parte importante: significativi quelli effettuati negli ultimi dodici mesi, che, includendo ‘Ricerca e Sviluppo’ portata a conto economico, raggiungono complessivamente la cifra di 324,3 milioni di euro (erano 280 milioni nel 2011). Si tratta di un valore totalmente autofinanziato anche grazie alla grande capacità dell’azienda di generare cassa, tendenza in atto da tempo e confermata anche per il 2012 con una posizione finanziaria netta di oltre un miliardo. Ecco la grande potenza della Ferrari, che non si ferma evidentemente ai propri motori. Una forza che va dal prodotto ai risultati economici, un fascino che non si ferma mai e che trova su tutti i mercati la maniera di eccellere, in special modo, come abbiamo visto, negli Stati Uniti e proprio qui, al di là delle auto vendute, la Ferrari ha ottenuto un altro straordinario successo: nell’annuale graduatoria stilata da ‘Brand Finance’ è risultata il marchio più forte al mondo, superando grandi nomi, di tutti i settori, nessuno escluso, a cominciare da Google. E se Apple e Samsung sono i brand con il maggior valore al mondo, nulla possono contro la forza e la riconoscibilità della Ferrari.
"E’ sempre un piacere essere in vetta ad una classifica e lo è ancora di più quando la concorrenza è rappresentata dalle aziende più note al mondo – ha sottolineato Luca di Montezemolo – a testimonianza che l’Italia, anche in un momento economico così difficile, è in grado di presentare realtà d’eccellenza".
Ecco allora che la Ferrari, specialmente in questo momento così complicato per l’Italia, rappresenta, una volta di più, un modello da seguire, un esempio di ciò che può fare il nostro Paese. E se c’è un nome solo che gli stranieri, americani in testa, pronunciano con gioia quando c’è da parlare dell’Italia è quello della Ferrari, non ci sono dubbi.
































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