Giova ricordare, a pochi giorni dell’avvenuta approvazione della legge di stabilità, che il Pd nazionale è – essendo il partito guida dell’attuale governo che tale provvedimento ha licenziato – senza ombra di dubbio l’unico se non il maggior responsabile dell’attuale politica discriminatoria e di sfruttamento nei confronti degli italiani nel mondo per quanto attiene l’Imu e la Tares. Ciò non esenta tuttavia dalle loro responsabilità tutti gli altri soggetti politici che pure avevano promesso il loro impegno e sostegno.
Alla luce del risultato conseguito è infatti inequivocabile la posizione di avversione nei nostri confronti, delle nostre aspettative, da parte del Pd, che ha dimostrato, in modo inappellabile, la sua netta indifferenza o contrarietà.
A niente è valso l’impegno da parte di alcuni suoi rappresentanti eletti all’estero, impegno che – ad onor del vero – bisogna pur riconoscere, soggiogati da una posizione di subalternità a cui, gioco forza, non possono sottrarsi, dai quali però giustamente l’elettorato si sarebbe aspettato una maggiore lealtà in termini di trasparenza.
Si può parlare quindi, senza timore di smentita, di una politica del Pd opportunistica, incoerente, sleale, strumentalizzante, in definitiva di una vera e propria presa per i fondelli dei suoi elettori o simpatizzanti all’estero che avevano riposto, proprio in virtù di questa favorevole circostanza, grande fiducia nelle promesse fatte, che sono state reiteratamente, clamorosamente e puntualmente disattese.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Pd, sia esso partito di governo o di opposizione, niente ha fatto e niente farà per risolvere la questione. Ben farebbero il suo elettorato e simpatizzanti a prendere atto di questa inaffidabilità senza lasciarsi abbindolare da promesse illusorie ed ingannevoli il cui scopo è solo quello di ricavarne – come avviene – esclusivamente un profitto di carattere elettorale.
La responsabile del Pd Germania, Cristina Rizzotto, a conferma di ciò, ha ritenuto di ricordare di recente – seppur in un contesto diverso – che "e’ anche grazie al voto degli italiani all’estero che per ben due volte l’Italia e’ stata in grado di formare governi di centro-sinistra". Peccato però che Rizzotti non abbia preso altrettanta ufficiale posizione in merito alla Legge di stabilità, guardandosi bene dal muovere delle critiche in tal senso, a conferma di una palese posizione di ambiguità e di opportunismo.
La tanto sentita richiesta di assimilazione da parte dei connazionali delle loro abitazioni in Italia a prima casa non verrà mai sostenuta lealmente dal Pd, come anche la questione relativa ad una giusta ed equa ripartizione degli oneri relativi alla Tares.
In un quadro politico generale di inaffidabilità assoluta, anche l’elettorato italiano all’estero non sa più a che santo votarsi – è proprio il caso di dirlo -, ma la nuova legge elettorale potrebbe dare forse una definitiva e netta risposta a tutte le questioni tutt’ora aperte, mettendole a tacere definitivamente, imbavagliandoci!
Intanto il numero degli italiani all’estero che saranno costretti a scegliere di rinunciare al loro soggiorno in Italia, a causa dell’incidenza degli oneri e dei costi per il mantenimento ed il raggiungimento delle loro abitazioni in Patria, sommato al numero di coloro che negli ultimi anni hanno dovuto rinunciarvi per effetto della crisi che li ha coinvolti, crescerà gradualmente e progressivamente a conferma degli effetti di una politica territoriale miope ed ostile, di cui gli amministratori dovrebbero pur vergognarsi anziché continuare a speculare o a profittarne.
































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