“Oggi, per proseguire l’opera iniziata da Tremaglia, il CTIM deve continuare a lottare per far sentire il peso e la forza del contributo che ogni cittadino residente all’estero può portare alla vita pubblica nazionale. Questo è e deve essere l’impegno principale del CTIM. Nella nostra azione politica dovremo anche impegnarci per modificare le modalità del voto all’estero, per migliorarne l’esercizio e renderlo più accessibile a tutti gli aventi diritto, difendendo l’esistenza stessa della Circoscrizione Estero da chi ne vorrebbe l’abolizione”. Così Giacomo Canepa, presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo, che a proposito delle chiusure di alcune sedi consolari all’estero spiega: “tali chiusure rappresentano un rischio, più che per noi Italiani all’Estero, che da tempo siamo abituati ad essere dimenticati e possiamo continuare a sopravvivere con la forza dell’unione associativa che ci ha mantenuti insieme per molti decenni, per i nostri interessi nazionali, perché l’assenza di una efficiente e capillare rete diplomatica italiana avrebbe conseguenze soprattutto da un punto di vista di immagine all’interno della comunità mondiale, non solo Europea, in quanto ci renderebbe più deboli nei confronti dell’attenzione internazionale. Non dimentichiamo infatti che la nuova realtà, sorta con il cambio della Costituzione e la possibilità di votare, ci pone nella necessità di avere una maggiore rappresentanza consolare, anche per le nuove e più importanti possibilità economiche che possono essere affrontate solo con un indirizzo consolare di maggiore efficienza e prestigio: non certo il contrario. Ritengo pertanto doveroso che il CTIM debba fare una opposizione molto decisa, come fu fatto dal Ministro Mirko Tremaglia durante il suo Ministero per gli Italiani nel Mondo, affinché non si giunga alla chiusura delle nostre rappresentanze, che sono sempre più necessarie, anzi, indispensabili, per affrontare gli importanti traguardi che si pongono i nostri operatori economici in tante parti del mondo”.
Dove va il CTIM dopo la dipartita del fondatore Mirko Tremaglia? “Il CTIM, seguendo la linea lasciata da Tremaglia, deve ringiovanire per affrontare con l’energia propria dei giovani gli impegni presi dalla nostra Associazione: deve essere attento, politicamente, ad ogni tentativo del Governo di limitare o addirittura eliminare i nostri diritti già acquisiti, e deve segnalare alle Istituzioni e alle nostre strutture diplomatiche all’estero anche quelle piccole ma importanti disattenzioni verso di noi Italiani all’Estero. Per parafrasare un vecchio detto: chi tace acconsente”.
































Discussione su questo articolo