Inverno in arrivo, desolante quadro delle zone terremotate

L'esiguità dei lavori eseguiti e l'ancor più esigua consegna di moduli abitativi avrebbe dovuto far scattare gli opportuni provvedimenti nei confronti di chi è "impegnato" nella ricostruzione

Spesso sono a chiedermi che paese siamo. Sono ormai moltissimi mesi che i media mostrano il quadro desolante delle zone terremotate, ove abbondano solamente le montagne di macerie e le vane e roboanti promesse di tutti coloro che, con l’immancabile seguito, vi ci sono recati con il viso di circostanza. Promesse, solo promesse che, mentre erano pronunciate, già si sapeva benissimo che non sarebbero state mantenute.

L’esiguità dei lavori eseguiti e l’ancor più esigua consegna di moduli abitativi avrebbe dovuto far scattare gli opportuni provvedimenti nei confronti di chi è “impegnato” nella ricostruzione, di chi emise norme atte solo ad aumentare e intorbidire la macchina burocratica e di chi non ha visto che oltre alle Coop nel nostro martoriato paese ci sono altre realtà.

Purtroppo questa è la cruda realtà, c’è lotta politica ovunque, anche nelle opere urgenti come per il post terremoto.

Quello che predomina su tutto e tutti è la ricerca forsennata della poltrona, da qualche mese si è aggiunto il progetto dello Jus Soli che, oltre la visibilità, ha lo scopo di demolire la nostra società. Oltre a questi obiettivi, c’è l’onnipresente antifascismo scodellato ogni tre per due senza minimamente curarsi del fatto che da qualche anno, onesti scrittori, anche di sinistra, hanno avvertito il bisogno morale e civile di documentarsi su tante vicende raccontate dai “vincitori” in modo raffazzonato ed hanno messo nero su bianco, con tanto di date, luoghi e nomi di persone, come si svolsero realmente fatti.

A Roma recentemente per le scempiaggini di una banda di scellerati tutto il mondo politico ha stralunato, ma nessuno, dico NESSUNO, ha sentito il bisogno morale e civile di commentare la concessione di una decorazione, poi prontamente ritirata a causa di accese rimostranze, ad un personaggio che si era contraddistinto nel massacro nel carcere di Schio avvenuto oltre due mesi dopo la fine della guerra.

Come poteva esserci qualche esternazione per tale episodio se nessuno, ripeto NESSUNO, ha detto una parola per quanto di vergognoso è accaduto recentemente a Noli?

In occasione di certi episodi tutti sono assenti, distratti, oppure trovano il sistema di ritenere che compete ad altri dire qualcosa. Se quanto accaduto a Noli avesse visto invertiti i ruoli dei protagonisti (vittima ed assassini), oggi ci sarebbero comparsate istituzionali, con i soliti visi di circostanza, tutti i giorni con mobilitazioni, sempre da parte dei perfetti democratici e dei difensori della democrazia e della libertà, un giorno sì e l’altro pure.

Per nostra fortuna abbiamo avuto un’estate caratterizzata da grande siccità, che ha impedito l’allagamento dell’Agro Pontino, l’abrasione della scritta Dux e la demolizione dell’Eur e di tante altre grandiose opere realizzate nel ventennio. Ora non si è capaci di mettere in sito circa tremila moduli abitativi in ben un anno di tempo. Che triste spettacolo, per risollevarci e ritrovare un po’ di orgoglio, basta leggere qualcosa sul post terremoto del Vulture e su quello dell’Aquila.