Il teatrino italico di una classe dirigente pietosa – di Leonardo Cecca

Nell’italico teatrino continuano imperterrite le "dotte" esternazioni di alti rappresentanti istituzionali, forse con l’unico scopo di farci dimenticare il cattivo servizio che ci viene offerto. Cito solo alcuni casi recenti, poichè lo spazio è tiranno.

Giova iniziare da colui che ci aprì gli occhi sull’economia, l’ex Premier, già senatore a vita, Mario Monti che come un fulmine a ciel sereno ci sparò la panzana dello spread, la quale ci lasciò ammutoliti di fronte a cotanta sapienza e scienza ed a chiederci come avevamo potuto campare fino ad allora immersi nella più profonda ignoranza. 

C’è Napolitano che, da strenuo difensore e custode della Costituzione, approfitta di ogni occasione per richiamare al rispetto della "sacra" Carta che, però, con un po’ di disinvoltura, lui continua ad adattare al suo scopo.

Mesi or sono un alto magistrato, il giudice di Cassazione Antonio Esposto, rilasciò un’intervista che non doveva rilasciare, ma lo fece con un linguaggio e con una cadenza tali che la maggior parte degli italiani credette di stare ad ascoltare un marziano. Avere presso la Corte di Cassazione gente che non sa parlare è deprimente per non dire peggio.  

Il ministro dell’interno Alfano non perde occasione per cercare visibilità ed immancabilmente si perde in becere figure, tali che la sua faccia ormai non sembra più di carne ma di bronzo, per giunta di scarsa qualità.

La Presidente della Camera Boldrini che da Castelporziano, ove tra mille "disagi" soggiorna a sbafo, a mo’ di Arcangelo Gabriele, tranquillizza i rifugiati dando loro il benvenuto e li rassicura che da noi non succederà loro nulla, senza minimamente tener conto del disagio in cui versano milioni di italiani, per essi mai una parola e/o una promessa; che donna!, tutto comunismo ed agiatezze. 

In questi giorni si è aggiunta la pessima, per non dire altro, figura del Prefetto di Perugia che in una discussione sul tema della droga, forse per un colpo di caldo, si è lasciato andare in espressioni offensive e soprattutto inopportune, da parte di un personaggio istituzionale, del tipo: "che i padri taglino le teste ai figli che assumono stupefacenti… se ignori che tuo figlio si droga suicidati"; il tutto condito da una cadenza che ha poco da spartire con quella corretta che deve tenere un Prefetto. Stupisce che nessuno sia corso a sottoporre simile personaggio all’alcol test; ha solo subito la rimozione dall’incarico. In tali occasioni la rimozione è acqua di rose, doveva essere cacciato dalle istituzioni, ma se continuiamo a tenerci gli altri turiamoci pure il naso e continuiamo a pagare lo stipendio anche a costui.