Nuova escalation di violenza ad Haiti, dove un attacco armato nella regione di Artibonite ha provocato un massacro con numeri ancora incerti ma drammatici.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani Defenseurs Plus, almeno 70 persone sono state uccise e 30 ferite, mentre circa 6mila persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case. Le stime ufficiali restano più basse, ma le Nazioni Unite parlano di un bilancio che potrebbe variare tra 10 e 80 vittime.
Attacco durato ore tra incendi e devastazione
L’assalto sarebbe iniziato nelle prime ore di domenica nelle comunità rurali intorno a Jean-Denis, nei pressi di Petite-Rivière, proseguendo fino a lunedì.
Gruppi armati hanno fatto irruzione nei villaggi:
- abitazioni incendiate (almeno 50)
- civili colpiti durante la fuga
- intere comunità messe in ginocchio
Artibonite, considerata il “granaio” del Paese, è una delle aree agricole più importanti e da tempo teatro di scontri tra bande rivali.
Emergenza umanitaria e sicurezza fuori controllo
La crisi nel Paese caraibico continua a peggiorare. Le violenze, inizialmente concentrate nella capitale Port-au-Prince, si stanno ormai espandendo anche nelle zone rurali.
Secondo le Nazioni Unite:
- quasi 20mila persone sono state uccise dal 2021
- oltre 1,4 milioni di cittadini sono sfollati
- solo tra marzo 2025 e gennaio 2026 si contano più di 5.500 morti
Le bande armate, sempre più organizzate e potenti, controllano ampie porzioni del territorio e sono accusate di crimini gravissimi: stragi, stupri, traffici illegali e incendi.
Pressione internazionale e richieste di indagine
Un portavoce dell’ONU ha confermato che la missione nel Paese sta monitorando la situazione e ha chiesto un’indagine approfondita sull’accaduto.
Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno designato alcune delle principali alleanze criminali come organizzazioni terroristiche, offrendo anche ricompense per informazioni sulle loro attività.
Un Paese in crisi profonda
Haiti resta uno dei Paesi più poveri al mondo, con una crisi che intreccia violenza, instabilità politica e difficoltà nell’accesso al cibo.
L’attacco ad Artibonite rappresenta l’ennesimo segnale di una situazione fuori controllo, mentre la comunità internazionale continua a cercare soluzioni per arginare una spirale di violenza che sembra non avere fine.































