La logica politica "italiana", quella che gode dell’eterna guerra tra "bande" e cerca sempre di inficiare la buona volontà di chi lavora per il bene del Paese, oggi e’ stata sconfitta nella rappresentazione plastica dei quattro rappresentanti del governo, offertisi in conferenza stampa al prevedibile assalto dei giornalisti. Che non c’è stato. Tutto si e’ svolto sobriamente, e se ne sentiva il bisogno, dopo le cariche allucinanti che si sono viste dopo il risultato del voto e durante le tormentate e tormentose consultazioni.
Da Passera a Grilli, a Catricalà e perfino all’odiato Monti, è andato in scena un canovaccio apprezzabile, recitato da attori credibili in ruoli decisamente calzanti. Il decreto tanto atteso è stato partorito e spiegato. Si e’ fatto quello che si poteva fare, non si e’ fatto quel che non si poteva fare. Voler mantenere il controllo dei conti senza sforare troppo e’ indice di serietà e di prudenza per qualsiasi famiglia che si rispetti. E oggi abbiamo sentito parole equilibrate e sensate. Da persone competenti e responsabili. Vivaddio! Ci è venuto da rimpiangere il Monti dei primi passi, ma pensiamo che anche lui si sia pentito: è umano cedere alle lusinghe del potere, possiamo perdonarlo.
A noi non interessano le scampagnate di Grillo e dei suoi fan, che abbiamo già derubricato a comparsate; nemmeno le ripetute metafore di Crozza-Bersani o le chiacchiere dei talkshow e dei giornali sulle coltellate che si danno gli aspiranti leader fuori e dentro i partiti. Questo serve a mantenere i tanti circensi che gravitano attorno al mare magnum della politica, giornalisti compresi. A noi interessano i fatti, ci interessa essere informati sulle decisioni che si possono prendere per la ripresa e su come riuscire a rendere produttivi i sacrifici che stiamo facendo a tutti i livelli. Oggi abbiamo visto una luce oltre il tunnel; basterà? Di certo è un inizio.
































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