Giappone, tifone Wipha fa 17 vittime. Devastata isola Oshima

RIKUZENTAKATA, Japan - A man (L) bows and prays before the body (bottom) of a victim covered with a blanket in Rikuzentakata, Iwate Prefecture, northeastern Japan, on March 15, 2011. The area was hit by the historic earthquake and tsunami disasters on March 11. (Kyodo)

Il passaggio sul Giappone orientale del tifone Wipha, il 26/mo della stagione, consegna un bilancio pesante e provvisorio di 17 vittime e oltre 40 dispersi, quasi tutti registrati a Oshima, isola a 120 km a sud di Tokyo, l’area piu’ duramente colpita. Nessun impatto significativo, invece, sulla centrale nucleare di Fukushima. La piccola e omonima citta’ sull’isola, attrazione turistica e la piu’ grande dell’arcipelago delle Izu con 8.400 abitanti, e’ stata ricoperta quasi del tutto dal fango a causa della caduta record di 122,5 mm di pioggia.

"Non potevamo immaginare un disastro di questa portata", ha ammesso Masafumi Kawashima, il sindaco di Oshima, ancora incredulo dell’accaduto. "Ora la nostra priorita’ – ha aggiunto – e’ salvare la vita delle persone e sostenere le persone piu’ colpite" dalla tragedia.

Quasi 300 case sono state spazzate via, mentre il lavoro dei soccorritori prosegue incessantemente negli sforzi per ritrovare i dispersi: la Fire and Disaster Management Agency ha inviato 64 vigili del fuoco da Tokyo e da 4 prefetture circostanti, cui si sono aggiunti anche 80 uomini della Ground Self-Defense Force (l’esercito nipponico), su richiesta del governo metropolitano di Tokyo che ha la giurisdizione amministrativa sulle isole Izu.

Il potente tifone, presentato come il piu’ pericoloso degli ultimi dieci anni, ha ferito un centinaio di persone in 18 prefetture: una vittima e’ stata registrata a Machida (prefettura di Tokyo), trascinata via dalle acque di un torrente, mentre tre persone risultato disperse nelle prefetture di Kanagawa e Chiba. Ordini di evacuazione sono stati emessi per 14.000 famiglie nella prefettura di Chiba, mentre in altre province hanno raggiunto quota 7.800. Sono piu’ di 8.000 le case distrutte.

Le compagnie aeree, a partire dalle principali Japan Airlines e ANA, hanno annullato piu’ di 530 voli nazionali, mentre i disagi non hanno risparmiato il trasporto ferroviario: 18 treni Shinkansen, quelli dell’alta velocita’, sono stati cancellati lungo le tratte Tokaido e Tohoku, mentre la Jr East ha dovuto annullare poco piu’ di 30 collegamenti.

L’Agenzia meteorologica nipponica ha degradato nel pomeriggio il tifone a depressione tropicale quando la perturbazione s’e’ spostata a est dell’arcipelago, nel mezzo dell’oceano Pacifico. Non molto prima, Wipha ha interessato anche la disastrata centrale nucleare di Fukushima dove l’operatore Tepco aveva adottato una serie di misure preventive, tra cui il disarmo delle gru e lo stop delle attivita’ di rilevazione marittima. Alla fine, in una nota, l’utility ha riferito di aver provveduto al rilascio dell’acqua piovana accumulatasi nel sito "solo con radioattivita’ entro i limiti consentiti dalla legge", sia in relazione al cesio sia allo stronzio.

Nelle Filippine, intanto, si appesantisce il bilancio del terremoto di magnitudo 7.1 verificatosi martedi’: le vittime sono salite a quota 155. La polizia, nel resoconto dei media locali, ha riferito che 145 persone sono morte nella provincia di Bohol, mentre il National Disaster Risk Reduction ha segnalato nove morti a Cebu e uno a Siquijor. I feriti, al momento, sono 300.