Forza Italia, Toti: ‘la Lega da sola non va da nessuna parte, ricostruire centrodestra’

Giovanni Toti, europarlamentare azzurro e consigliere politico di Silvio Berlusconi, in una intervista al Giornale si rivolge al segretario leghista Matteo Salvini per provare a ricucire il quadro del centrodestra: "Un vero leader deve dimostrare di saper costruire qualcosa, come ha fatto Umberto Bossi facendo pesare i voti del Nord dentro un’alleanza. Così la Lega non va da nessuna parte, anzi rischia di perdere quel che ha".

Toti osserva: "Maroni, che ha esperienza, propone il modello Lombardia che è teso ad unire. Salvini, invece, pare concentrato sulla corsa in solitaria. E’ stato bravo a tirare fuori la Lega da un momento difficile, ma ora deve dimostrare di essere un leader e costruire qualcosa di utile. Da solo il Carroccio si condanna all’irrilevanza. Non va da nessuna parte. Anzi, rischia di perdere quel che ha", ribadisce l’azzurro, che continua: "rimettere insieme la coalizione sarà un percorso articolato, ma serve generosità da parte di tutti e non solo di Berlusconi. Se Salvini deciderà di rifiutare questo percorso dovrà spiegare perché i voti della coalizione di centrodestra tutta non vanno bene in Emilia Romagna e nelle altre regioni, mentre Roberto Maroni e Luca Zaia sono governatori della Lombardia e del Veneto con i nostri voti. Deve essere chiaro a tutti che uniti si vince. Se ci dividiamo il primo danno sarà per i nostri elettori, compresi quelli del Carroccio".

Per quanto riguarda le posizioni di Raffaele Fitto, sempre più critico verso la linea politica ufficiale di Forza Italia: “Ogni spunto di dibattito, purché costruttivo e non distruttivo, è ben accetto. Detto questo, Mariarosaria Rossi o Deborah Bergamini – cui il presidente ha affidato compiti delicati, complicati e a volte dolorosi – meritano più rispetto. Chi dice che la nostra opposizione è timida, però, non coglie il senso del momento. Siamo, insomma, un’opposizione dalla parte dell’Italia: non facciamo sconti, ma non gioiamo degli insuccessi del governo che sono molti".

"Dialoghiamo sulle riforme con il Pd, ma siamo all’opposizione su tutto il resto. Dall’economia e politica estera, dove Renzi non ha fatto altro che accodarsi alle sanzioni alla Russia (che sono un errore) e portare a casa la nomina di Federica Mogherini senza però riuscire ad ottenere neanche la nomina a vicepresidente vicario della Commissione". E sottolinea: "L’accordo sulle riforme è condiviso, proprio perché è chiaro a tutti che si tratta di un dialogo tra maggioranza e opposizione. Anzi, Salvini la smetta di considerarsi unica opposizione. Trattare le regole essenziali della nostra democrazia non è segno di accondiscendenza al governo, ma di maturità della nostra opposizione. Su economia e politica estera, per esempio, Forza Italia è netta e ritiene che si sia fatto davvero poco o nulla. A me pare che le scelte del presidente Silvio Berlusconi siano ancora una volta lungimiranti e che Forza Italia sia posizionata in modo chiaro".