Clima teso oggi al Palazzo di Giustizia di Milano, dove Fabrizio Corona si è presentato per l’udienza civile legata al ricorso promosso dagli avvocati di Alfonso Signorini. Al centro della contesa, la richiesta di un provvedimento cautelare d’urgenza per impedire la pubblicazione di nuove puntate del format web “Falsissimo” e bloccare la ripubblicazione dei contenuti già online.
Prima di entrare in aula, Corona ha parlato di un “nuovo editto bulgaro”, richiamando le dichiarazioni pronunciate da Silvio Berlusconi a Sofia nel 2002 e il caso Biagi-Santoro-Luttazzi. «Allora colpivano chi aveva il potere della televisione, oggi colpiscono me perché ho il potere dei social», ha detto ai cronisti. «Voi giornalisti dovreste urlare allo scandalo».
Secondo l’ex agente fotografico, l’azione legale avrebbe l’obiettivo di metterlo a tacere, colpendo una piattaforma che definisce “libera” e seguita da un vasto pubblico. «Non mi sottraggo alla guerra», ha aggiunto, rilanciando l’attacco contro la famiglia Berlusconi e Mediaset con toni durissimi: «Chiamare la Dda per farmi chiudere i social perché sarei pericoloso? Io li rovino».
Accanto a Corona, come di consueto, l’avvocato Ivano Chiesa, che ha messo in guardia dalle conseguenze del ricorso: «Se passa il principio per cui puoi impedire a qualcuno di pubblicare contenuti, il giorno dopo avete finito di lavorare tutti». Una posizione che inquadra la vicenda come uno scontro più ampio sul confine tra tutela della reputazione e libertà di espressione.
Il ricorso presentato dai legali di Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, lamenta una presunta campagna diffamatoria nei confronti del conduttore televisivo. Nel dettaglio, chiedono l’“inibitoria” per fermare la puntata di Falsissimo prevista per lunedì 26 gennaio, oltre al blocco della diffusione delle due precedenti, nelle quali Corona parlava di un presunto “sistema Signorini” fatto, a suo dire, di ricatti e favori sessuali.
Il quadro giudiziario è complesso. Mediaset ha presentato una denuncia per diffamazione e minacce contro Corona e ha chiesto una misura di prevenzione per impedirgli l’uso dei social e del telefono nella diffusione di contenuti ritenuti dannosi per l’azienda. Parallelamente, Signorini è stato interrogato il 7 gennaio dai pm come indagato, su sua richiesta, dopo la denuncia per violenza sessuale ed estorsione presentata dall’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno: il conduttore ha respinto le accuse, mentre Medugno ha confermato la querela.
Corona, a sua volta, risulta indagato in un altro filone per revenge porn, su denuncia dello stesso Signorini, ed è già stato interrogato. Nel ricorso civile, i legali del conduttore parlano di “effetti devastanti” sulla vita personale e professionale, oltre che sull’integrità psicofisica del loro assistito.
L’udienza odierna segna un nuovo capitolo di una vicenda che intreccia televisione, social media, giustizia e libertà di informazione, con esiti destinati ad avere un impatto rilevante non solo sui protagonisti, ma anche sul dibattito pubblico e mediatico.































