Diana Spedicato (MAIE): “Italiani all’estero non più discriminati dalle restrizioni per viaggiare. Battaglia vinta”

Diana Spedicato, Responsabile Diritti e Doveri MAIE Centro America: “Ancora una volta, si evince che è la buona politica a risolvere i problemi della comunità e che, per ottenere risultati, è fondamentale indirizzare le lamentele e le comunicazioni alle istituzioni competenti, mentre le lettere e le trovate studiate solo per ottenere un effetto mediatico, in concreto poi non servono a nulla”

Diana Spedicato, MAIE

La comunità italiana residente in Repubblica Dominicana e a Panama accoglie con gioia e soddisfazione le importanti novità introdotte dall’ultimo DPCM in vigore dal 4 dicembre 2020, in merito ai viaggi all’estero dei cittadini italiani ed il loro rientro in Italia: un notevole risultato ottenuto dopo le battaglie portate avanti in parlamento e nelle opportune sedi istituzionali, in cui un ruolo fondamentale è stato ricoperto dal MAIE e dal suo presidente, il senatore Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri.

Durante gli ultimi mesi di questa pandemia, nello specifico a partire dall’entrata in vigore del DPCM di Luglio 2020, erano state imposte dal governo italiano importanti misure di restrizione riguardanti i viaggi all’estero dei cittadini italiani e dei loro familiari stranieri. In particolare, era stata creata una lista di paesi (lista F), che includeva anche la Repubblica Dominicana e Panama, paesi dai quali gli spostamenti verso l’Italia erano vietati, a eccezione degli unici casi in cui si permetteva di viaggiare: i cittadini italiani residenti in Italia e i loro familiari, solo se residenti in Italia da prima del 9 luglio 2020.

L’ingiustizia e la discriminazione sono state evidenti fin da subito: noi italiani iscritti all’AIRE residenti in Repubblica Dominicana e a Panama, insieme ai nostri familiari stranieri, non avevamo più il diritto di rientrare in Italia. Per questo ci siamo sentiti trattati come italiani di seconda categoria, di serie B, perché ci veniva negato dal nostro stesso paese il diritto di tornare in patria, diritto che tutti noi italiani abbiamo a prescindere dal nostro luogo di residenza, il quale non può essere usato come discriminante per dividere famiglie e negare alle persone la possibilità di tornare nella propria terra d’origine.

Le lamentele della comunità italiana residente in Repubblica Dominicana e il suo grido d’aiuto si sono fatti sentire da subito; il MAIE Nord e Centro America fin dal primo momento ha preso una netta posizione contraria a tale discriminazione, opponendosi pubblicamente alle restrizioni applicate fino a ieri, come si evidenzia dal primo comunicato pubblicato tempestivamente sull’argomento, già a metà luglio 2020.

Speranza accoglie le richieste di Merlo: nessun divieto agli italiani all’estero per entrare in Italia – Italia chiama Italia

Come MAIE Nord e Centro America, siamo rimasti in costante contatto con la dirigenza del movimento e con il sottosegretario Merlo, il quale ci ha sempre sostenuti in questa nostra presa di posizione, affrontando ed evidenziando il problema nelle opportune sedi istituzionali e sono state intraprese azioni idonee a far sentire la nostra voce come rappresentanti degli italiani all’estero, tra cui l’invio di una lettera diretta da Merlo al Ministro Speranza, il ministro responsabile delle restrizioni in essere, e successivamente la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul tema da parte del vicepresidente MAIE, On. Mario Borghese.

Accogliendo le richieste portate avanti dal sottosegretario Merlo, l’entrata in vigore di questo nuovo DPCM ci porta una buona notizia: non esiste più la lista F dei paesi dai quali si vieta l’ingresso in Italia, dunque la Repubblica Dominicana e Panama sono ora incluse nella lista E, per cui gli spostamenti per l’Italia sono ora finalmente consentiti a tutti gli italiani e ai loro familiari, indipendentemente dal loro luogo di residenza.

Ringraziamo inoltre il Com.It.Es. (Circoscrizione Consolare di Panama, Republica Dominicana, Haití,Antigua & Barbuda, St. Kitts & Nevis) ed il CGIE, i quali hanno portato avanti la loro battaglia a livello istituzionale contro le restrizioni imposte.

Ancora una volta, si evince che è la buona politica a risolvere i problemi della comunità e che, per ottenere risultati, è fondamentale indirizzare le lamentele e le comunicazioni alle istituzioni competenti, mentre le lettere e le trovate studiate solo per ottenere un effetto mediatico, in concreto poi non servono a nulla.

Dott.ssa Diana Spedicato
Responsabile Diritti e Doveri MAIE Centro America