DA SANTO DOMINGO | Buon viaggio Ambasciatore Andrea Canepari. E grazie

Il savoir faire del diplomatico ha prevalso su un clima inizialmente un po' teso e ben presto ha aperto la strada alla distensione e al sorriso. Sono passati quasi cinque anni. Anni burocraticamente sereni e senza traumi. Grazie di tutto Ambasciatore Canepari. E al nuovo diplomatico entrante Stefano Queirolo Palmas, che presenta credenziali altrettanto prestigiose, benvenuto e buon lavoro

L'Ambasciatore Andrea Canepari

Andrea Canepari se ne va. E’ stato un ottimo Ambasciatore per quasi cinque anni. Anni difficili. Era arrivato il primo febbraio 2017, in un paese dove la situazione era a dir poco delicata. “Finalmente”. E’ stato il coro unanime degli italiani residenti, alla notizia che nella Repubblica Dominicana stava arrivando un ambasciatore.

Da almeno tre anni i 50mila residenti che vivono qui non avevano servizi consolari: passaporti che scadevano, matrimoni che non si regolarizzavano e se nasceva un bambino bisognava andare a raccontarlo all’Ambasciata di Panama, facente funzione a oltre 1500 chilometri e due ore di volo.

Una storiaccia (compravendita di visti, conseguente bagarre, incazzatura del Governo italiano) aveva causato lo sfratto dell’intera squadra diplomatica. Tutti a casa. Motivazione ufficiale: un risparmio sulle sedi “meno importanti”.

Se l’erano bevuta in pochi. Il senatore Ricardo Merlo del MAIE, appassionato di logica e chiarezza, aveva obiettato che 50mila italiani non sono “meno importanti” ma “molto importanti”, soprattutto visto che restava in piedi la sede del Nicaragua (912 residenti) e stava per essere aperta quella della Mongolia, 27 iscritti Aire.

Niente da fare. Era passato il tempo. Poi finalmente, l’annuncio: l’Ambasciata riapre. Ambasciatore destinato plenipotenziario, Andrea Canepari, professionalmente ineccepibile e molto rispettato, diplomatico moderno e alla mano, credenziali perfette. Nuova Cancelleria diplomatica, nuova sede, nuove relazioni politiche, economiche, culturali, consolato efficiente e ben organizzato. Fine di un incubo.

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Era tornato il sorriso, sul momento anche un tantino incredulo. Tra le battute scherzose di accoglienza, questa: “Allora possiamo ricominciare a fare i bambini”.

La squadra diplomatica si e’ mossa subito con buona lena, competenza, efficienza. Rete informatica nuova di zecca, accessi facilitati e guidati bene, buona comunicazione con gli utenti, orari di visita ordinatamente organizzati con facilitazioni per le fasce deboli (niente attese per gli over sessanta). E poi manifestazioni e occasioni d’incontro culturali e sociali, opportunita’ volte a facilitare i rapporti e a tenere informati tutti su appuntamenti eventi e celebrazioni di madrepatria.

Ma la mossa vincente del nuovo ambasciatore era stata il giro del Paese per conoscere, farsi conoscere, dialogare con la comunita’ italiana. Un evento gestito con maestria: incontri poco formali improntati al relax, location nostrane tipo locali all’aperto e giardini fioriti, un brindisi e via con domande e risposte, segnalazioni e istanze.

Il savoir faire ha prevalso su un clima inizialmente un po’ teso e ben presto ha aperto la strada alla distensione e al sorriso. Sono passati quasi cinque anni. Anni burocraticamente sereni e senza traumi.

Ricardo Merlo, senatore e presidente del MAIE, stringe la mano all’Ambasciatore Andrea Canepari

I bambini hanno ricominciato a nascere e a raccontarlo senza traversie, i passaporti a riavere i loro timbri, le scartoffie a funzionare, le celebrazioni a celebrare, gli eventi a rifiorire e le comunicazioni hanno ripreso l’abitudine di andare avanti e indietro alla svelta e senza intoppi.

Grazie, Ambasciatore. Buona fortuna. E al nuovo diplomatico entrante Stefano Queirolo Palmas, che presenta credenziali altrettanto prestigiose, benvenuto e buon lavoro.