Si continua a discutere di Comites nel mondo dell’emigrazione. Forze politiche, parlamentari eletti all’estero, associazioni, movimento e addetti ai lavori in generale partecipano al dibattito. Le opinioni sono le più diverse: in estrema sintesi, da una parte c’è chi è convinto che le elezioni dei Comitati degli italiani all’estero siano “una svolta”, un impegno mantenuto da questo governo, ma dall’altra c’è chi critica con forza il modo in cui queste elezioni sono state studiate e organizzate.
Oggi nel dibattito interviene il Comitato direttivo della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS), che riunitosi a Zurigo sabato 20 settembre, ha affrontato, tra gli altri, anche il tema delle elezioni dei Comites. Dalla riunione, si legge in una nota, “è scaturita in modo inequivocabile l’espressione di condanna sui tempi e sui modi con i quali il Governo italiano ha deciso di porre rimedio ad una situazione incresciosa che si trascina ormai da quattro anni durante i quali, di proroga in proroga, è stato rimandato il rinnovo di organismi di rappresentanza, la cui legittimità è sancita da una legge dello stato”.
“Sui modi: perché l’articolo che fissa le elezioni per procedere al rinnovo di detti organismi è inserito in un decreto ministeriale – quello sulle missioni dei militari all’estero – che nulla c’entra con la rappresentanza degli italiani all’estero, ma che, per sua natura, non può in alcun modo essere lasciato decadere e, quindi, doveva necessariamente essere trasformato in legge entro i 60 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (4 agosto 2014), pertanto, indifferibilmente entro il 4 ottobre; ma anche perché il decreto che indice le elezioni (fissate per il prossimo 19 dicembre) è stato pubblicato e diffuso ancor prima che il decreto ministeriale, dopo quello della Camera, come previsto dall’art. 77 della Costituzione, ricevesse l’avvallo anche del Senato, che ancora non l’ha discusso in aula”.
“Sui tempi: perché – costatato che il diritto di voto potrà essere esercitato sulla base di un elenco elettorale, allestito con i nomi di coloro che manifesteranno l’esplicita volontà attraverso la compilazione di un modulo sottoscritto e completato con la fotocopia di un documento d’identità recapitato di persona, per fax, per posta elettronica o per posta ordinaria al consolato della propria circoscrizione – è impensabile che, da qui al prossimo 19 novembre (30 giorni prima della data fissata per le elezioni), tutti i connazionali siano stati messi nella condizione di poter comunicare ufficialmente la propria volontà di voto”.
Per questi motivi il direttivo della FCLIS “ha espresso forte la propria preoccupazione che, di conseguenza, tale affrettata decisione penalizzi significativamente la partecipazione al voto, rischiando di diventare un comodo pretesto per chi non perde occasione di minare con regolarità il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero. Suo malgrado, di fronte all’ineluttabilità delle scadenze, il Direttivo della FCLIS invita tutti i connazionali a manifestare la propria volontà di essere iscritti nell’elenco degli elettori secondo le modalità previste. A tal fine, sollecita tutte le Colonie libere ad operare affinché tale operazione venga favorita in tutti i modi che si rendono possibili”.
Nonostante tutto, al termine di una discussione che ha fatto emergere varie opzioni, “il Direttivo della FCLIS ha convenuto sulla decisione di partecipare alle prossime elezioni dei Comites con proprie liste denominate Colonie Libere Italiane”.
































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