Cloris Brosca (la ‘zingara’ di Luna Park): “Massimo Troisi? Attore eccezionale, spontaneo, ricco di umanità”

“Sono arrivata a recitare il ruolo della Zingara su Rai 1 attraverso un provino in cui eravamo molte attrici e dovevamo far finta di leggere le carte, vestite con molte collane, orecchini vistosi e bandane…”

L’attrice, autrice e regista teatrale Cloris Brosca, conosciuta da tutti come la Zingara del programma televisivo Luna Park che incantava milioni di italiani nella fascia preserale degli anni 90′, è intervenuta su Radio Cusano Campus.

“Sono arrivata a recitare il ruolo della Zingara su Rai 1 attraverso un provino in cui eravamo molte attrici e dovevamo far finta di leggere le carte, vestite con molte collane, orecchini vistosi e bandane. All’epoca Pippo Baudo era il direttore artistico della Rai e faceva parte della trasmissione, sicuramente c’era anche il suo zampino nell’ideare il mio personaggio anche se forse un’idea in più la diedero Bruno Broccoli e il figlio che creavano anche gli indovinelli del gioco. Luna Park fu un grande successo in un’epoca in cui, come preserale, esisteva solo La Ruota Della Fortuna che faceva tantissimi ascolti”.

Il ricordo di Massimo Trosi. “Ho lavorato con lui in Ricomincio Da Tre e me lo ricordo come una persona veramente buona. All’epoca della sua morte non ce la feci a vedere Il Postino che è stato il suo ultimo film e quando poi lo vidi mi resi conto che ci sono delle scene in cui sembra che lui non stia recitando; era un grande attore, lavorò talmente tanto sulla recitazione da risultare assolutamente spontaneo: una spontaneità piena di ricchezza, di umanità, di esperienza umana”.

L’esperienza televisiva. “Quando facevo la Zingara non mi rendevo conto del risalto mediatico che stavo avendo in quel momento: le copertine sui giornali, la gente che mi fermava per chiedermi di fare i tarocchi, le tante telefonate che ricevevo… Mi sembrava che tutto questo fosse la normalità, ero frastornata in quel momento! Sin da piccola ho sempre sognato di fare teatro, lo vedevo come un luogo per esprimere le cose importanti che normalmente fuggono, così a sedici anni ho cominciato a studiare recitazione e da lì ho cominciato tutto”.

“A volte mi capita di rivedere i video de La Zingara su Youtube e chiaramente mi sembra un’altra vita, mi sembra strano anche che la gente in strada ancora mi riconosca nonostante sia cambiata ovviamente, nel corso degli anni. Dopo questo programma non ho fatto più nulla in televisione, non mi hanno mai proposto di partecipare a un reality show ma di fare qualche altra piccola cosa in tv; mi ricordo che all’epoca rifiutavo tantissime proposte di lavoro perché mi sembrava di calcare troppo la mano: col senno di ora mi accorgo che avrei dovuto avere più pazienza e riuscire a traghettare quella notorietà televisiva verso qualche altra cosa, in questo a dir la verità non sono stata molto capace, non è un rimpianto anzi, l’astenermi dalla televisione per un anno mi ha portato a diventare un’attrice teatrale più consapevole e sono diventata anche autrice e regista. Se non avessi avuto questo distacco dal personaggio della Zingara probabilmente non sarei riuscita a fare tutto quello che ho fatto e che faccio tutt’oggi a livello teatrale”.