Seduti al tavolino del bar, bevono tranquillamente il caffe’ mentre a pochi passi da loro, a terra, c’e’ il cadavere di un uomo, avvolto in una coperta, stroncato forse dal freddo o da un malore. Indifferenti? O quei due uomini che continuano imperturbabilmente a discutere non si sono effettivamente resi conto di quello che era successo sotto i loro occhi?
La scena e’ di quelle che impressionano. La vittima e’ un clochard, un uomo di un’eta’ variabile tra i 50 e i 60 anni, senza documenti. Bianco di carnagione, con la barba, era uno dei senzatetto che trovano riparo la notte sotto il colonnato della Galleria Umberto, in pieno centro a Napoli, di fronte al Teatro San Carlo. Un monumento bello dal punto di vista architettonico e storico ma ‘regno’ del degrado e dell’abbandono, come denunciano da tempo gli operatori commerciali della zona, soprattutto di notte.
Rannicchiato in una coperta, l’uomo e’ stato trovato senza vita da un altro senzatetto che condivide con lui la notte all’addiaccio. Sul posto e’ cosi’ arrivata la Scientifica. Il fotografo della polizia scatta le immagini da repertare ma tutto questo sembra non sconvolgere la vita che continua normalmente attorno, tra avventori nei caffe’ e qualche turista.
Poco meno di un anno fa perfino Roberto Bolle, etoile della danza, aveva sollevato, con un contestatissimo tweet, poi ritirato e chiarito dallo stesso ballerino, la questione dei clochard che dormono in Galleria, davanti al San Carlo. Quanto accaduto non lascia insensibili alcuni che da anni si battono per salvare la Galleria. Antonio Esposito, uno dei gestori di un negozio che si trova proprio davanti al San Carlo, denuncia da anni una situazione di invivibilita’.
Dal canto suo, il sindaco Luigi De Magistris, fa sapere che ‘proprio ieri sera il clochard deceduto oggi e’ stato interessato da un intervento dell’Unità Mobile del Comune, della polizia e del 118, allertati da un cittadino che segnalava un senza dimora con problemi di salute; il tentativo di intervento coordinato, peró, non è stato possibile: Franco I., questo il suo nome, ha rifiutato l’assistenza medica, abiti e coperte di ricambio’. ‘E’ questo l’aspetto piú drammatico – evidenzia il sindaco – di un lavoro difficile che non sempre consente di assistere i senza dimora come vorremmo, soprattutto perch‚ spesso ci si trova dinanzi al rifiuto dell’aiuto offerto’.
In ogni caso soprattutto di notte, nello spazio antistante il Teatro e nella adiacente piazzetta Matilde Serao, la zona si trasforma in un vero e proprio dormitorio pubblico per i tanti clochard che qui trovano riparo. Anche nel corso della mattinata di oggi, proprio mentre interveniva la polizia in seguito alla presenza del cadavere, c’era chi continuava a dormire. Gli operatori economici, come lo stesso Esposito, sottolineano che la loro non e’ una battaglia di stampo razzista ma tende anzi a sollevare il caso per chiedere alle istituzioni di intervenire e garantire un riparo decoroso ai clochard.
































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