Brunetta (Fi), “alle Europee ci saranno delle sorprese”

“La Lega non farà una performance strabiliante, attestandosi tra il 22 e il 25%; i 5 Stelle, invece, andranno sotto il 20%. Se così fosse, il governo non potrebbe che trarne le conseguenze"

Renato Brunetta

Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un’intervista al Dubbio è tornato ad attaccare il governo gialloverde: “Questo Governo è attaccato con l’Attak alle sedie del potere e, nonostante tutte le contraddizioni politiche, programmatiche, etiche e culturali, cinicamente sta in piedi sul potere. L’unica cosa che lo può far cadere è una variabile esogena economica negativa, come lo spread. A quel punto, sarebbero gli italiani, chiamati alle urne, a giudicare il disastro compiuto da questo Esecutivo”.

“Forza Italia, oltretutto, ha tenuto durante tutta la bufera del dopo elezioni. Ha tenuto in mezzo a tensioni e attacchi che sono venuti da ogni dove. Io credo che Forza Italia con la sua linea responsabile, europea e popolare, abbia ancora molto da dire nel panorama politico italiano. Non credo che questo Paese possa dividersi tra estremisti di sinistra e di destra. Lo spazio centrale per Forza Italia è intatto e la gente già lo sta capendo. Un centrodestra unito, con un programma di centrodestra, che dialoghi con l’Europa, è l’unica possibile soluzione. Insomma, serve un partito popolare, di cui Forza Italia è parte rilevante, che dialoghi con i liberali e anche con i sovranisti, per collocarsi dentro una strategia di profonda riforma dell’Unione, ma non certamente di distruzione”.

“Alle Europee, i sovranisti credo che non faranno una performance spettacolare. Sono più fumo che arrosto e, comunque, il movimento non ha una potenzialità europea: i sovranisti sono incapaci di una visione comune e quindi sono impossibilitati ad allearsi. I sovranisti del nord sono contro i sovranisti del sud, quelli dell’est sono contro quelli dell’ovest. Sono tutti sovranisti a modo loro, quindi non possono essere una forza europea strategica. Popolari e socialisti, invece, hanno ancora questa dimensione. Certamente le urne di maggio potrebbero riservare delle sorprese. Le riporto l’opinione di un sondaggista, che condivido: la Lega non farà una performance strabiliante, attestandosi tra il 22 e il 25%; i 5 Stelle, invece, andranno sotto il 20%. Se così fosse, il governo non potrebbe che trarne le conseguenze”.