Gianfranco Rotondi, deputato del Pdl e aspirante premier del centrodestra (“una provocazione”, come ha spiegato lui stesso), intervenuto a La Zanzara su Radio 24, ha attaccato quella parte della magistratura italiana estremamente politicizzata: "Il dittatore della Corea del Nord fa fucilare la sua ex fidanzata e in Italia sta succedendo la stessa cosa, perchè c’è un processo in cui viene fatto fuori il capo del governo e il principale giornalista della sua area politica, Fede, con la sola motivazione che forse toccavano le ragazze".
"In Corea – ha proseguito l’esponente azzurro – la fucilazione e’ normale, e ormai in Italia siamo abituati al fatto che un giudice metta sotto torchio Berlusconi e sotto controllo le celle telefoniche fuori da Arcore. E’ normale che si faccia un processo su presunti abusi sessuali".
I conduttori del programma, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, chiedono a Rotondi “non le sembra di esagerare paragonando la magistratura italiana alla dittatura coreana?”, ma lui replica convinto: “Il processo sessuale su Berlusconi e Fede e’ uguale al processo della dittatura nordcoreana all’amante del dittatore, hanno guardato con chi scopava e l’hanno uccisa. Per ora e’ diverso solo il finale".
La Severino? "L’ho votata – spiega Rotondi – perche’ sono un parlamentare disciplinato e l’ho fatto. Un partito in un Parlamento di 600 persone funziona cosi’, il responsabile dice cosa votare e si vota. Non l’ho particolarmente approfondita, non l’ho letta". "Mi chiedete se ho fatto una cazzata a votarla? – conclude Rotondi – Su questo mi avvalgo della facolta’ di non rispondere, non voglio alimentare divisioni nel partito".
































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