Berlusconi, Romagnoli (Fi): Silvio c’è, non finisce qui

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"La decadenza da senatore di Silvio Berlusconi ci lascia estremamente amareggiati. Ciò che è successo nell’Aula di Palazzo Madama è un colpo durissimo alla credibilità delle istituzioni e alle regole democratiche. Nessuna possibilità e’ stata data dal presidente Grasso alla discussione degli odg presentati e alle richieste di sospensiva giunte da più parti politiche. C’era nell’aula un’ansia palpabile di frapporre ostacoli alle procedure democratiche che i senatori di FI esigevano nei loro appassionati interventi. Si voleva arrivare il più rapidamente possibile alla decisione finale già scritta su un evento storico che espelle dal parlamento il leader più amato dal popolo dei moderati italiani. Gli avversari di Berlusconi – la sinistra e quella parte della magistratura estremamente politicizzata – hanno finalmente ottenuto la sua testa, grazie a una sentenza di dubbia veridicità e ad una legge di dubbia costituzionalità. Una vittoria di Pirro che il tempo confermerà in tutta la sua dimensione. Ieri è stato un giorno triste per me, che sono nato politicamente con Berlusconi e Forza Italia, triste per tutti noi che amiamo la democrazia e la libertà, triste per il nostro Paese". Così Massimo Romagnoli, Forza Italia, presidente del Movimento delle Libertà, che ha partecipato alla manifestazione azzurra in via del Plebiscito a Roma, davanti a palazzo Grazioli, residenza del Cavaliere nella capitale.

“Berlusconi – prosegue l’azzurro – è stato costretto dunque a lasciare il proprio seggio al Senato. Ma stiano pure tranquilli quei milioni di italiani che credono nel leader di Forza Italia: il nostro presidente uscirà rafforzato da tutto questo. E’ bastato seguire attentamente il suo discorso dal palco della manifestazione per capire che non ha alcuna intenzione di darla vinta agli avversari. Silvio Berlusconi si prepara con rinnovata energia e con l’intelligenza di sempre alla prossima campagna elettorale: quel suo ‘andiamo avanti’ – conclude Romagnoli – ci convince del fatto che la sua storia e la sua battaglia politica non finiscono qui”.