Di norma quando un dipendente ottiene uno scatto di anzianità (che equivale ad un aumento di stipendio) lo ritiene sicuro e assodato. Non va di certo a vagliare la possibilità che questo scatto, e di conseguenza l’aumento, possa essere ritrattato, soprattutto se si tratta di un dipendente pubblico. Ma ieri la categoria degli insegnanti italiani ha avuto una “bella sorpresa”. Per 80.000 di loro è stato infatti previsto un ridimensionamento dello stipendio mensile di 150 euro lordi. Come mai si saranno chiesti. La risposta è semplice. La restituzione degli scatti di anzianità (e quindi dell’aumento di stipendio) percepiti negli ultimi mesi ma non “meritati”. Una bella doccia fredda per gli 80.000 insegnanti (categoria già particolarmente vessata e demoralizzata in Italia, se si considera il fatto che gli stipendi dei nostri professori sono tra i più bassi d’Europa).
Ovviamente è stata subito bufera ed il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza si è schierata con gli insegnanti inveendo contro Fabrizio Saccomanni (che sembra sempre di più avere il vizietto di mettere le mani nelle tasche degli italiani). Ma il titolare del dicastero del tesoro non è stato zitto e ha risposto per le rime alla sua collega definendo il ridimensionamento dello stipendio “un atto dovuto” e rimarcando sarcasticamente che se il Ministero dell’istruzione ha i soldi per gli insegnati il governo di certo non si tirerà indietro, come dire se li vuoi pagare tu siamo solo che felici.
Questo succedeva ieri. Oggi ovviamente la questione va avanti e ad avere la peggio sembra che sarà Fabrizio Saccomanni. Infatti prima Angelino Alfano fa sapere: “In questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nel merito della vicenda, i cui dettagli ancora non conosciamo, per evitare che si verifichi il prelievo”. Poi è proprio Palazzo Chigi a rilasciare una nota, in seguito ad una riunione avvenuta tra Letta, Saccomanni e la Carrozza, in cui viene ufficialmente comunicato che gli insegnati non dovranno restituire un bel niente. Alla fine il “povero” Saccomanni sembra uscire da tutta la vicenda un pò bastonato, ma che dobbiamo dire, che ci dispiace?
































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