Le prime due mini-norme targate Cinquestelle sono state approvate in Parlamento. La commissione Bilancio, durante l’esame del decreto sui debiti della pubblica amministrazione, ha accolto due mini-emendamenti del M5S. Ma, nel confronto che si e’ protratto nella sessione notturna, e’ arrivato anche un deciso stop alla proposta che chiedeva la costituzione di un fondo rotativo a favore delle piccole e medie imprese da alimentare con la rinuncia ai rimborsi elettorali. ‘Sarebbe un buon segnale – ha detto in commissione il deputato Roberto Fico – Molti gruppi hanno gia’ dichiarato di volerci rinunciare’. L’emendamento, con parere contrario di relatori e governo, e’ stato messo in votazione e bocciato. Non e’ stata accettata anche l’ipotesi, emersa durante il dibattito, di consentire la trasformazione in un ordine del giorno. ‘Non mi posso impegnare – ha spiegato il sottosegretario Baretta nel dibattito notturno – ad indicare sin d’ora la destinazione dei risparmi derivanti dalla possibile abrogazione dei rimborsi per le spese elettorali sostenute dai partiti e movimenti politici’.
Le norme M5s approvate in commissione – che tradizionalmente e’ il luogo dove i confronti politici trovano una sintesi anche tra posizioni distanti – sono decisamente di minore impatto. Con un emendamento del ‘cittadino’ Girolamo Pisano e’ previsto che i creditori della Pa indichino nella dichiarazione dei redditi, con un allegato che il ministero delle Finanze deve predisporre, l’elenco dei crediti ‘certi, liquidi e esigibili vantati’. L’impatto pero’ potrebbe essere quello di appensantire la dichiarazione dei redditi. Piu’ tecnica ancora, invece, la norma proposta da Giorgio Sorial secondo la quale nei i fondi liquidati alle Regioni si deve dare priorita’ alle somme finalizzate alla riduzione della spesa corrente.
Ma, oltre a questi due emendamenti, la commissione ha approvato anche altre novita’, che hanno visto i parlamentari M5S firmare insieme ai deputati degli altri partiti. Tra queste, in particolare, la norma che impone il controllo della regolarita’ contributiva per le imprese che vantano crediti al momento della data di emissione della fattura. Se risultano ‘irregolari’ le amministrazioni pubbliche tratterranno le somme dovute per versamenti e sanzioni, importi che saranno poi girati agli enti previdenziali competenti.
































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