Italiani all’estero, comunità di Bedford scrive a Terzi: ‘E il nostro Sportello Consolare?’

Pubblichiamo una lettera aperta Che ha inviato alla nostra redazione Luigi Reale, Presidente Circolo Di Pietro Bedford. E’ una lettera della Comunita’ di Bedford e della sua ex area consolare, sottoscritta dai suoi rappresentanti COMITES e Associazioni del 29 maggio 2012. Lettera inviata al Ministro Terzi  cui si chiedono chiarimenti, “ancora non pervenuti”, ci spiega Reale, in merito la chiusura dello Sportello Consolare in questa citta’.

La stessa lettera è stata inviata ai rappresentanti di partiti ed associazioni presenti all’incontro del 20 maggio, cosi’ come riportato nella nota.

 A Sua Eccellenza Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata

A Sua Eccellenza Sottosergretario per gli Italiani all’Estero Staffan De Mistura

A Sua Eccellenza Console Generale d’Italia a Londra Uberto Vanni d’Archirafi

 E p.C. :

Senatore Raffaele Fantetti;

Ing. Alberto Bertali (C.G.I.E.);

Senatore Claudio Micheloni;

ACLI Bedford;

ACLI Milton Keynes;

Associazione Voce Scolastica Italiana;

F.N.P. Bedford;

Associazione Prima generazione;

Italian Society Bedford;

Associazione molisana Bedfordshire;

Manfredi Nulli, IDV Gran Bretagna;

Vincenzo Zaccarini, Futuro e Liberta’ Gran Bretagna;

Rev. Padre Mario, Missione Cattolica Italiana Bedford;

Comunita’ italiana ex area consolare di Bedford.

Bedford 29/05/2012

Dichiarazione congiunta del 20 maggio 2012, comunicata presso la Missione cattolica italiana di Bedford, dai COMITES, Associazioni e Rappresentanti della Comunita’ dell’ex area consolare di Bedford. Ringrazio, come Presidente dei COMITES di Bedford, tutti i presenti qui in sala, per essere venuti oggi a quest’incontro. E in questo ‘meeting’, presenteremo una dichiarazione congiunta, come segue, da parte di tutte le organizzazioni ed associazioni di quest’area, sulla chiusura dello sportello consolare di Bedford. Al momento, i COMITES, che rappresentano tutta la Comunita’, insieme alle associazioni dell’ex area consolare di Bedford, sono fortemente amareggiati, per l’infausta decisione di chiudere lo sportello consolare di Bedford dal primo ottobre di quest’anno, questo per varie ragioni che ora brevemente esporremo. La situazione attuale della crisi, che afflige l’Italia in questo momento ci e’ consapevole e tutti devono capire, che ci saranno tagli e riduzioni un po’ in tutti i servizi, in particolare sui cosi’ detti ‘rami secchi’. Eppure non possiamo accettare tagli e riduzioni verso quei servizi indispensabili e fondamentali, che colpiscono in particolare le fasce piu’ deboli della nostra Comunita’. Tanto piu’ non acceteremo tagli su qualcosa che invece produce introiti e guadagni per le casse dello stato italiano, quindi non rientrando nella tipologia dei ‘rami secchi’.

In particolare ci soffermeremo su diecimila connazionali (dell’ex area consolare di Bedford), che hanno al momento il doppio passaporto (italiano ed inglese), perche’ costoro hanno la semplice possibilita’ di scegliere di rinnovare il passaporto italiano oppure no. Questi producono ogni dieci anni, con la tassa sul passaporto, un introito per le casse dello stato italiano stimabile in circa 700mila sterline (circa 820mila euro), introito che scomparirebbe in gran parte se posti in difficolta’. Di conseguenza, la chiusura dello sportello, diventerebbe diseconomico. Infatti le spese per gli affitti del locale, attualmente, sono molto inferiori rispetto gli incassi. Con un ufficio piu’ piccolo, come si vuole, si aumenterebbe ancor di piu’ il guadagno. Al momento, la somma per l’affitto di un ufficio idoneo allo status di sportello consolare, potrebbe essere meno di un terzo rispetto l’attuale. Quest’ultimo che era stato preso per far fronte alle esigenze di un  vice-consolato, poi chiuso nel 2008. Il personale, attualmente e’composto da tre dipendenti locali a contratto, da Bedford sarebbero spostati su Londra, quindi su di loro non c’e’ risparmio. Il lavoro che farebbero a Londra lo possono fare anche a Bedford, perche’ questi sono collegati telematicamente con il consolato e lavorano a stretto e quotidiano  contatto con loro. Ad esempio, si potrebbe proporre, di mantenere in piu’ l’iscrizione all’AIRE di tutta l’area consolare di Londra. Una perdita notevole da parte delle entrate dello stato italiano e’ inaccettabile oggi, ma anche una grandissima perdita in termini di difficolta’  e spese sulla popolazione. E non solo di Bedford, ma di una vasta area che include citta’ come Cambridge, Peterborough, Northampton, Kettering, Milton Keynes, Bletchley, Luton, Leighton Buzzard, Ipswich, Hitchin, Norwich, ecc.

Infatti, piu’ precisamente: gli italiani che vivono nell’ex area consolare di Bedford, spendono attualmente, per un passaporto valido per tutti i paesi, circa 70 sterline ed una tassa annuale successiva, per paesi extra Unione di 33,70 sterline. A questi costi va aggiunto il costo dei trasporti per raggiungere Londra, che al momento e’ di 36,50 sterline andata e ritorno con il treno (da Peterborough altra grande area, vicino a Bedford, di concentrazione degli italiani, il costo per raggiungere Londra e’ di 99 sterline). Quindi si ha un spesa totale a persona di circa 105sterline (incluso il viaggio per Londra) e di circa 70 sterline (33,70 piu’ 36,50 di viaggio) per ogni anno successivo di rinnovo per paesi extra UE. Se si decidesse di andare in macchina, i costi possono essere superiori, tra ingresso nella citta’ (10£) e parcheggio (circa 10£ l’ora). Gli inglesi, invece, hanno un passaporto che e’ ordinabile in qualsiasi ufficio postale e costa solo 77.50 Sterline (cioe’ circa 93 euro rispetto ai 127 euro di quello italiano)  valido ovunque. Tutto cio’ senza considerare il tempo necessario per andare a Londra e sbrigare tutte le pratiche, consistente in una giornata lavorativa. Questi disagi graveranno in particolare sugli anziani; essendo che  un gran numero d’italiani della zona, emigrati in massa negli anni ’50, oggi sono persone anziane e spesso invalide per lunghi spostamenti. Indubbiamente non solo i passaporti, ci sono altri servizi essenziali per la comunita’cui assolve l’agenzia e consistono in genere: nel fornire informazioni al pubblico, ad esempio in materia di assistenza sociale o cittadinanza; nell’iscrivere i connazionali all’anagrafe consolare; nel rilasciare documenti (per esempio un’autentica di firme); nell’assistere i connazionali in caso di incidenti e nell’apposizione dei sigilli per rimpatrio di salme in Italia; nell’autenticazione della firma per i moduli di esistenza in vita ai pensionati e cosi’ via. Molte di queste cose al momento richiedono la presenza fisica degli interessati. Se un giorno le cose cambieranno, e non sara piu’ necessaria la presenza fisica delle persone, allora tutta la questione sara’ superata; la chiusura dello sportello sarebbe cosa logica ed accettata da tutti, ma al momento assolutamente no.

Oltremodo, non bisogna considerare solo la distanza in termini di tempo tra Bedford e Londra, al momento si impiegano quasi due ore per arrivare da Bedford alla sede del Consolato di Londra usando treno e metropolitana, ma il costo, che e’ come quello del biglietto del treno Roma-Milano. Non sarebbe capita ne dalla Comunita’, la chiusura dello sportello di Bedford, ma neanche dall’opinione pubblica italiana. La si vive come uno sfregio nei confronti nostri e determinerebbe, in particolare quando tutti questi disservizi emergeranno, frustrazione e risentimento verso l’amministrazione Consolare di Londra. Cosa che noi proprio non vogliamo, anzi vogliamo piena collaborazione con un dialogo continuo e costante. Oltretutto, se non ascoltati, saremo inevitabilmente spinti dalla popolazione a continuare la nostra protesta in maniera piu’ incisiva. Protesta che si ampliera’, ancor piu’ forte, dopo la chiusura dello sportello stesso, quando emergeranno palesemente tutte le difficolta’ prima citate.  Io come Presidente dei COMITES, organo eletto dalla popolazione, in queste note non ho fatto altro che riferire a voi quello che molti pensano e dicono. A tal fine, con simili argomentazioni e’ stata presentata alla Camera dei Deputati, il 26 aprile 2012, un’interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro degli Esteri (4-15846). Orbene, a piena voce, confidiamo in un ripensamento da parte del MAE, al fine di scongiurare queste cose, ristabilendo un clima sereno e di pacifica collaborazione.

Distintamente

Comm. Nicola Del Basso, Presidente COMITES Bedford.

Prof. Luigi Reale, Presdidente Associazione molisana Bedfordshire; Presidente Circolo Di Pietro Bedford; membro Associazione Voce Scolastica Italiana.

Sig. Luciano Lamberti, Segretario Federazione Nazionale Pensionati (F. N. P.); membro COMITES Bedford.

Sig. Fiorentino Manocchio, Consigliere Comunale della citta’ di Kempston (Bedfordshire); membro COMITES Bedford; Segretario dell’Associazione molisana Bedfordshire.

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