Voto estero, Tagliaretti (CGIE): “Metterlo in sicurezza prima di Politiche 2018”

“Fondamentale ruolo del Governo, intervenire su modalità di voto estero per renderlo più sicuro ed evitare così strumentalizzazioni elettorali e giornalistiche”

Luca Tagliaretti, Consigliere CGIE, ha invitato una lettera al presidente del Consiglio, On. Paolo Gentiloni, al Ministro degli Esteri, On. Angelino Alfano, al Ministro degli Interni, On. Marco Minniti, e al Direttore Dipartimento italiani nel Mondo, Min. Plen. Vignali.

Oggetto della missiva, “Italiani nel Mondo – miglioramento del meccanismo di voto estero”.

“Egregi Presidenti e Onorevoli Ministri – scrive Tagliaretti -, il 2016 e 2017 sono stati due anni particolarmente difficili per le comunità italiane nel Mondo per ragioni apparentemente opposte ma intimamente correlate. Come l’ultimo rapporto della fondazione Migrantes ha recentemente confermato, il numero d’italiani espatriati alla ricerca di un miglior futuro occupazionale e personale è aumentato in maniera drammatica e vertiginosa soprattutto in questi ultimi anni con un picco di 175.000 nuovi iscritti all’AIRE nel 2016.

Questo esodo di connazionali di tutte le età e fasce sociali, oltre ad essere legato a necessità lavorative, è soprattutto indice della profonda sfiducia verso la politica italiana e della mancanza di speranza per il futuro.

Senza comprendere tutto ciò ed il pessimismo e la disillusione dei connazionali desiderosi di una vita migliore, non si possono comprendere a pieno le motivazioni che spingono i tanti ad accettare all’estero condizioni lavorative e di vita perfino peggiori di quelle che accetterebbero in Italia”.

Luca Tagliaretti, Consigliere CGIE

“Mentre da una parte l’importanza, anche numerica, degli italiani nel mondo è cresciuta in maniera significativa, dall’altra – prosegue il consigliere CGIE – abbiamo assistito ed assistiamo tutt’ora ad attacchi politici e mediatici sia verso il voto all’estero sia verso gli italiani emigrati. Questi ultimi sono stati derisi e offesi da un Ministro dell’attuale Governo; trascurati nella legge finanziaria; dimenticati nella riforma costituzionale, che ne cancellava la rappresentanza al Senato; ignorati nella nuova legge elettorale, che sconvolge il senso della rappresentanza estera ed infine ridicolizzati in una nota trasmissione televisiva che ha messo in dubbio, in maniera faziosa, parziale e poco professionale, la correttezza del voto estero.

Questi attacchi minano ancora di più il rapporto, già difficile, tra gli italiani emigrati e l’Italia, contribuendo a indebolire il nostro paese e a perpetrarne nel mondo la solita immagine stereotipata.

Affinché tutto questo non accada, il ruolo del Governo è fondamentale e potrebbe concretizzarsi anche durante gli ultimi mesi di legislatura, intervenendo sulle modalità di voto estero per renderlo più sicuro ed evitare così strumentalizzazioni elettorali e giornalistiche.

A tal proposito, per i Paesi europei più vicini, il voto potrebbe essere espresso nei consolati, istituti di cultura o scuole italiane (come fatto in occasione delle elezioni europee), mentre per i collegi elettorali con comunità ultraperiferiche e/o con scarsa densità abitativa, il voto
potrebbe essere ancora espresso per posta, attraverso l’invio all’elettore, separatamente, di un tagliando elettorale multiplo da ritagliare e usare per più consultazioni.

Tale semplice accorgimento, usato comunemente già da altri paesi, renderebbe immediatamente il voto più sicuro eliminando molte delle possibili manipolazioni sulle buste elettorali. Qualora si ritenesse necessario, si potrebbero poi stipulare accordi con paesi esteri per la verifica dell’identità dell’elettore, in fase di consegna dei plichi elettorali e delle buste votate presso uffici postali o comunali”.

“Introdurre queste o altre modifiche migliorative del sistema di voto prima delle prossime elezioni politiche del 2018 – conclude Tagliaretti – costituirebbe un grosso successo per il Governo e l’amministrazione pubblica e contestualmente contribuirebbe ad aumentare la fiducia degli elettori nella politica, in questo modo combattendo l’antipolitica”.