Una conferenza stampa a tutto campo, per chiarire i rapporti istituzionali, fare il punto sulla politica estera, rispondere alle polemiche interne e rivendicare la solidità dell’azione di governo. È quella tenuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’inizio del nuovo anno, nel corso della quale ha toccato i principali dossier politici e istituzionali.
Al centro, innanzitutto, il rapporto con il Quirinale.
“I miei rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono ottimi”, ha detto Meloni, respingendo le ricostruzioni giornalistiche che parlano di tensioni e nervosismi.
“Non siamo sempre d’accordo, lo ha detto anche lui, ma quando si tratta di difendere l’interesse nazionale italiano Mattarella c’è. Questo per me fa la differenza, perché rafforza il ruolo dell’Italia soprattutto nei rapporti con l’estero”.
La premier ha escluso che vi siano tentativi di costruire uno scontro istituzionale legato alla riforma del premierato, ribadendo che “i poteri del Quirinale restano invariati” e che “quando non siamo d’accordo ne parliamo e troviamo sempre una soluzione”.
Sul piano della politica estera, Meloni ha chiarito la sua posizione sui rapporti con gli Stati Uniti e con l’amministrazione Trump.
“Su molte cose non sono d’accordo, in particolare sulla difesa del diritto internazionale, e quando non sono d’accordo lo dico”, ha spiegato, respingendo l’idea che l’Italia debba prendere le distanze da Washington.
“Le direttrici della nostra politica estera sono quelle indicate dal presidente Mattarella: Unione europea e Alleanza atlantica. La geopolitica non è gossip”.
In questo quadro, ha definito “improbabile e non condivisibile” l’ipotesi di un’azione militare statunitense sulla Groenlandia, interpretando invece le dichiarazioni americane come un segnale sull’importanza strategica dell’area e sulla volontà di evitare ingerenze di attori esterni.
Ampio spazio anche ai temi interni. Sulla riforma della giustizia e sul referendum sulla separazione delle carriere, la premier ha criticato la campagna dell’Associazione nazionale magistrati.
“La nostra riforma fa esattamente il contrario di quello che viene detto: togliamo alla politica la possibilità di eleggere membri del Csm, non sottomettiamo la magistratura alla politica”, ha affermato, chiedendo che il dibattito referendario si svolga nel merito e senza mistificazioni.
Sul fronte economico e sociale, Meloni ha annunciato che il piano casa è “in dirittura d’arrivo” e prevede la realizzazione di 100 mila nuovi appartamenti in dieci anni, al netto dell’edilizia popolare, in collaborazione con i ministeri competenti. Ha poi ribadito la necessità di politiche pluriennali per favorire la crescita e ha assicurato: “Chi ha proposte serie troverà sempre la mia porta aperta”.
Quanto alla maggioranza, la presidente del Consiglio ha respinto l’idea di possibili fibrillazioni.
“Non siamo una caserma, ma una coalizione di partiti che discutono e si confrontano. Questo è un valore aggiunto”, ha detto, definendo il governo “tra i più solidi delle grandi democrazie europee”. Ha quindi elogiato il lavoro dei suoi alleati, in particolare Matteo Salvini e Antonio Tajani, riconoscendo a quest’ultimo di aver svolto un “lavoro straordinario” nel rilancio di Forza Italia dopo l’era Berlusconi.
Infine, una precisazione sulle ipotesi di un futuro ruolo politico della sorella Arianna Meloni: “Non ne abbiamo parlato, decide lei. È una dirigente di primo piano di Fratelli d’Italia, ma le scelte spettano a lei”.
Nel complesso, la conferenza di inizio anno ha offerto l’immagine di una premier impegnata a rivendicare stabilità, chiarezza istituzionale e continuità di governo, respingendo le narrazioni di conflitti e tensioni e ribadendo la centralità dell’interesse nazionale come bussola dell’azione dell’esecutivo.





























