Viceministro Castelli (M5S): “Chiederemo più margini all’Europa per lavorare sulla riduzione delle tasse”

Sulla possibile procedura d’infrazione. “La cosa che non riesco a comprendere è che l’UE ci narra una storia per cui dice che ci sono stati problemi negli anni precedenti, quando noi non eravamo al governo…”

Il vice ministro dell’Economia Laura Castelli (M5S) è intervenuta a Radio Cusano Campus e sul decreto sblocca cantieri ha detto: “Tutti sanno che è stato complicatissimo con quel codice appalti portare avanti i lavori per le aziende, non è solo col codice degli appalti che si contrasta la corruzione. In questo decreto sblocca cantieri abbiamo fatto una modifica per semplificare un codice che di fatto ha complicato la vita alle imprese. Cose di buon senso che oggi per questo governo servono ad andare avanti con i lavori. Non è stato semplice evitare che si aprissero praterie a cose che non fossero semplificazioni, il M5S su questo è sempre stato corretto. Sblocchiamo con un metodo che ha funzionato una serie di opere che sono rimaste ferme per 10-20 anni. Fin quando non ho messo la testa nelle carte non avevo la percezione di quante opere fossero bloccate da tanti anni, questa non è una cosa ammissibile per un Paese come il nostro”.

Sulla possibile procedura d’infrazione. “La cosa che non riesco a comprendere è che l’UE ci narra una storia per cui dice che ci sono stati problemi negli anni precedenti, quando noi non eravamo al governo. Oggi l’Ue ci dice che non stiamo facendo nulla per migliorare le ricette che in passato non hanno funzionato. Noi quando siamo arrivati abbiamo iniziato ad accelerare una serie di processi, nell’ottica di spingere l’economia ai consumi. E’ un po’ come dire che per dimagrire devi digiunare, io invece preferisco accelerare il metabolismo. Questo è un Paese che ha bisogno di accelerare il metabolismo ed è quello che stiamo facendo. E’ questo che spiegheremo alla Commissione. Incontriamoci a consuntivo. Se a consuntivo questo cambio di rotta non avrà funzionato, allora sarà il caso di cambiare qualche sistema anche con i consigli di Bruxelles. Ad oggi dico: aspettiamo il consuntivo, anche perché le previsioni dell’UE non sempre sono state azzeccate. Non capisco perché si critichi il reddito di cittadinanza, non mi torna. Bruxelles più volte ha dimostrato di aver capito che questa è una misura di ricollocamento al lavoro. Su Quota 100 forse si sono un po’ offesi, perché siamo andati contro la legge Fornero”.

Draghi ha detto che per ridurre il debito serve un piano credibile. “Mi dispiace che tutti i piani per la riduzione del debito negli anni precedenti non hanno funzionato. I governi che hanno lavorato per aumentare l’avanzo primario non hanno ridotto il debito. O diciamo che quei governi non sono stati bravi e magari la procedura d’infrazione doveva essere aperta contro di loro, oppure ci si lascia guidare con altre modalità. La nostra modalità è un’altra. Sul tema spending review i governi precedenti hanno fallito perché non hanno ripulito il bilancio da una serie di sprechi”.

Sulla riduzione delle tasse. “Per noi è cruciale e anche per l’Europa perché nella lettera di Bruxelles c’è la riduzione della pressione fiscale e del cuneo fiscale. Chiederemo più margini all’Europa per lavorare sulla riduzione delle tasse”.