Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rilancia da Davos, al World Economic Forum, la nuova fase dei rapporti tra Washington e Caracas, parlando apertamente di una collaborazione “eccellente” con il Venezuela e di prospettive economiche in forte miglioramento per entrambi i Paesi.
«Il Venezuela è stato un posto fantastico per molti anni, poi è andato male a causa delle sue politiche – ha dichiarato Trump –. Vent’anni fa era un grande Paese, oggi ha problemi, ma li stiamo aiutando». Il presidente americano ha sottolineato come gli Stati Uniti abbiano avviato un’intesa strategica che prevede la condivisione di 50 milioni di barili di petrolio, un’operazione che, secondo Trump, consentirà a Caracas di «guadagnare più soldi di quanti ne abbia fatti in molto tempo».
Trump ha parlato di un Venezuela destinato a “andare fantasticamente bene”, ringraziando apertamente il nuovo corso politico per la cooperazione dimostrata.
«Apprezziamo tutta la collaborazione che ci è stata data. Tutte le grandi compagnie petrolifere stanno entrando con noi: è una cosa bellissima da vedere», ha affermato, collegando l’accordo energetico anche agli effetti positivi sul mercato interno statunitense. Secondo il presidente, il prezzo della benzina è già sceso sotto i 2,50 dollari al gallone in molti Stati e la media nazionale potrebbe presto scendere sotto i 2 dollari, con punte di 1,99 dollari, livelli che “non si vedevano da anni”.
Nel suo intervento, Trump è tornato anche sulla cattura di Nicolas Maduro da parte delle forze statunitensi, definendola un passaggio decisivo. «Abbiamo catturato Maduro e il popolo venezuelano ne è molto felice», ha detto, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno ora «ottime relazioni con i nuovi leader» del Paese sudamericano.
In questo contesto si inseriscono anche le indiscrezioni riportate dalla stampa venezuelana, secondo cui la presidente ad interim Delcy Rodriguez avrebbe in programma una visita ufficiale a Washington nelle prossime settimane. Il viaggio arriverebbe pochi giorni dopo l’incontro tra Trump e la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado, che in quell’occasione ha donato al presidente americano la medaglia del suo Premio Nobel per la pace.
La Casa Bianca ha confermato il pieno sostegno al governo guidato da Rodriguez, definito “estremamente collaborativo” e capace di soddisfare finora tutte le richieste avanzate dagli Stati Uniti. Da parte sua, la presidente ad interim ha rivendicato la linea del nuovo esecutivo, chiarendo che il dialogo con Washington non comporterà alcuna rinuncia alla sovranità nazionale. «Se un giorno dovessi andare a Washington come presidente ad interim – ha dichiarato – lo farei a testa alta, con la bandiera tricolore, senza trascinarmi».
Le dichiarazioni di Davos segnano così un passaggio chiave nei rapporti tra Stati Uniti e Venezuela: dalla fine dell’era Maduro a una nuova fase di cooperazione politica ed energetica che, nelle intenzioni dell’amministrazione Trump, punta a stabilizzare il Paese sudamericano e a produrre effetti concreti sull’economia globale e sui prezzi dell’energia.






























