Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato al Forum economico mondiale di Davos che l’“attacco è finito” in Venezuela e che la nuova leadership di Caracas ha proposto “un accordo” a Washington, sottolineando l’inizio di una fase di cooperazione tra i due Paesi.
L’intervento del presidente Usa, tenuto davanti a leader internazionali riuniti nella località svizzera, ripercorre le recenti vicende che hanno visto gli Stati Uniti protagonisti in America Latina e apre a una nuova pagina nelle relazioni tra Washington e il governo venezuelano.
Secondo Trump, le “politiche negative” del passato avevano portato il Venezuela in una situazione economica difficile, ma ora – grazie alla cooperazione tra le parti – il Paese potrà “fare più soldi nei prossimi sei mesi di quanti ne abbia fatti negli ultimi 20 anni”.
In questo contesto il presidente ha descritto l’accordo come un’opportunità non solo per l’economia venezuelana, ma anche per gli interessi statunitensi, comprese questioni legate alle risorse energetiche.
Secondo la narrativa statunitense emersa a Davos, la cooperazione con il Venezuela seguirà l’operazione militare che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e alla riorganizzazione del potere politico nel Paese.
Anche se Washington ha refrained dall’amministrare direttamente Caracas, Trump ha più volte sottolineato che l’intento degli Stati Uniti è stabilizzare il Venezuela, utilizzando risorse chiave come il petrolio e favorendo investimenti e una ripresa produttiva.
Nel suo intervento il presidente ha citato la condivisione di significative quantità di petrolio venezuelano con gli Stati Uniti come parte dell’accordo, definendo il Paese sudamericano un “luogo meraviglioso” che può ritrovare prosperità dopo anni di difficoltà. Le dichiarazioni di Trump riflettono l’obiettivo di rafforzare il ruolo americano nel settore energetico e di promuovere un modello di crescita che, a suo avviso, potrebbe servire da esempio per altri Stati in difficoltà.
L’annuncio è avvenuto in un clima di forte attenzione internazionale, mentre i principali temi di Davos includono la sicurezza globale, i cambiamenti nei rapporti transatlantici e le tensioni geopolitiche legate ad altre questioni – come la questione della Groenlandia – sollevate dallo stesso presidente Usa nel corso del suo intervento alla conferenza.
Le dichiarazioni di Trump sul Venezuela segnano un passaggio cruciale nell’approccio statunitense verso il Paese sudamericano e riflettono un mix di strategia energetica, geopolitica e messaggi politici interni.
Se da una parte l’accento sulla cooperazione e sul potenziale economico sembra aprire una nuova fase di dialogo, dall’altra solleva interrogativi sul ruolo degli Stati Uniti in America Latina e sull’equilibrio tra interessi nazionali e rispetto delle sovranità.
In un mondo sempre più polarizzato, gli sviluppi di questa intesa saranno osservati con grande attenzione da alleati e critici, chiamati a bilanciare realpolitik ed equilibrio globale.































