Nessuna ipotesi di elezioni anticipate e massima concentrazione sulle priorità economiche. È la linea tracciata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in videocollegamento al Forum della Cucina italiana in corso a Manduria.
“Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate – ha dichiarato Tajani – pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell’economia italiana”. Una posizione netta che arriva all’indomani del referendum sulla giustizia, il cui esito ha acceso il dibattito politico ma che, secondo il ministro, non deve distogliere l’attenzione dalle urgenze del Paese.
Il vicepremier ha infatti invitato a evitare polemiche sterili: “Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo voto. Dobbiamo lavorare per far crescere l’economia, evitare che una crisi energetica colpisca le imprese, ridurre la pressione fiscale e sostenere chi produce”.
Export e imprese al centro dell’azione di governo
Tra i pilastri dell’azione dell’esecutivo resta il rafforzamento del commercio internazionale. Tajani ha annunciato l’avvio alla Farnesina di una sala operativa attiva 24 ore su 24 dedicata all’export, pensata per supportare concretamente le imprese italiane sui mercati esteri.
L’obiettivo è ambizioso: dopo il raggiungimento di 643 miliardi di euro di esportazioni (+3,3%), il traguardo fissato è quota 700 miliardi entro il 2027. Un percorso che passa anche attraverso nuovi accordi commerciali con aree strategiche come Mercosur, India e Australia, oltre al rafforzamento delle relazioni con gli Stati Uniti, dove si sono recentemente sbloccate alcune criticità legate ai dazi, in particolare per il settore della pasta.
“In tutte le ambasciate – ha sottolineato Tajani – stiamo lavorando per trasformarle in veri trampolini di lancio per le imprese italiane”.
La linea del governo: stabilità e riforme
Nel quadro politico generale, il governo ribadisce dunque la volontà di proseguire la legislatura senza scossoni. Una linea condivisa anche da altri esponenti della maggioranza, che sottolineano la necessità di garantire stabilità in una fase segnata da tensioni internazionali e sfide economiche complesse.
Sul tavolo resta anche il dossier della riforma della legge elettorale, il cui iter è in partenza in Parlamento, mentre il centrodestra punta ad andare avanti con una nuova agenda di governo.
Non mancano, tuttavia, posizioni più articolate nel dibattito politico, con alcune voci che non escludono a priori il ricorso alle urne. Ma, allo stato attuale, la linea prevalente nell’esecutivo è chiara: niente elezioni anticipate, avanti con il lavoro su economia, imprese e crescita.































