Sondaggio Termometro Politico: mai così bassa la fiducia in Draghi

Per il 53% degli italiani il governo arriverà a fine legislatura. In pochi credono ad una caduta dell'esecutivo a breve. Per un italiano su due non si sta facendo abbastanza per contrastare il cambiamento climatico

Mario Draghi
Mario Draghi

I provvedimenti presi per contrastare il cambiamento climatico sono insufficienti, serve investire di più. A dirlo è un italiano su due (50,9%) nel sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico tra il 5 e il 7 luglio. Ma non tutti la pensano così. Una buona percentuale ritiene che sia stato fatto il possibile (7,2%) o anche troppo (6%) mettendo a rischio l’economia. Il 19,7% pensa invece che il cambiamento climatico non dipenda da noi mentre il 12,8% ritiene che la siccità di questi giorni si sia già verificata in passato.

Nonostante i contrasti tra Conte e Draghi, il 53% è convinto che il governo durerà fino al termine della legislatura, il 17,1% pensa invece che cadrà alla fine dell’anno, il 16% appena dopo l’estate e il 6,5% nelle prossime settimane.

Diverse invece le prese di posizione rispetto alla protesta dei tassisti contro la legge sulla concorrenza. A schierarsi totalmente con loro è il 29,6% mentre il 17,9% gli dà ragione solo in parte chiedendo risarcimenti per quei tassisti che hanno fatto da poco grandi investimenti per la licenza. Il 22,9% sta nel mezzo: da una parte ritiene che i tassisti debbano accettare l’aumento del numero di licenze di taxi, dall’altra credono che anche le multinazionali vadano fermate. Il 21,3% dà torto ai tassisti affermando che la legge sulla concorrenza è indispensabile per far diminuire i prezzi per il consumatore e aumentare la domanda.

La fiducia degli italiani nel premier Draghi torna a scendere: ora è al 39,8%. Le intenzioni di voto registrate da Termometro Politico danno Fdi in crescita al 23,1%, leggere flessioni per Pd (22%), Lega (16,3%) e M5S (12,5%). In rialzo le quotazioni di Forza Italia (7,7%), Azione/+Europa (4,3%) e Verdi (3%). Italia Viva raggiunge Italexit al 2,4% mentre il Partito Comunista è al 2%. In merito alle coalizioni odierne, il centrodestra (45,7%) ha quasi 10 punti di vantaggio sul centrosinistra (35,9%) che forse avrebbe bisogno dell’aiuto centrista per competere: Azione, +Europa e Italia Viva, insieme, sono date al 7,5%.