Vertice sotto pressione ‘effetto Al Qaida’ a Istanbul per i ministri degli esteri del Gruppo Amici della Siria, gli 11 paesi musulmani e occidentali che appoggiano i ribelli anti-Assad, dopo che la formazione piu’ agguerrita della guerriglia, il Fronte al-Nusra ha annunciato di fare parte della rete del terrore guidata da Ayman al-Zawahiri. I ribelli hanno chiesto di nuovo a Istanbul armi, bombardamenti chirurgici contro le batterie di Scud di Damasco, l’imposizione di ‘no fly zone’. Ma il ruolo crescente dei gruppi jihadisti, che vogliono un ‘califfato islamico’ in Siria, ha raffreddato gli occidentali. La bozza del documento finale sul tavolo degli 11 esige una ‘azione immediata per porre fine al conflitto’, che ha gia’ fatto 70mila morti, rinnova l’appoggio per una soluzione politica, ma senza Bashar al-Assad, che ‘non ha posto nel futuro della Siria’ e deve andarsene per porre fine ‘al bagno di sangue’ e consentire una ‘transizione ordinata’.
Il segretario di stato Usa John Kerry ha portato alla riunione di Istanbul – presente per l’Italia il viceministro Marta Dassu’ – una offerta di invio di ulteriori aiuti militari ‘non letali’, ossia difensivi, come giubbotti anti-proiettile, mezzi di trasporto blindati e occhiali a infrarossi. Secondo fonti Usa gli aiuti potrebbe toccare i 100 milioni di dollari, dopo i 60 gia’ annunciati al vertice di Roma in febbraio. Il timore, se venissero fornite ai ribelli armi ‘letali’, ha detto il ministro tedesco Guido Westerwelle, e’ ‘che possano cadere nelle mani sbagliate, cioe’ dei gruppi estremisti’. I precedenti non mancano, Afghanistan, Libia, Mali, dove le armi inviate dagli Usa sono poi state usate da terroristi islamici contro le forze occidentali. La Germania, che fra i paesi Ue ha adottato una linea di crescente prudenza sul pantano siriano, distanziandosi da Parigi e Londra che nelle scorse settimane si sono pronunciate per l’invio di armi, ‘si aspetta dall’opposizione che prenda chiaramente le distanze da terroristi e estremisti’.
L’opposizione ‘moderata’ – a Istanbul con il leader dimissionario della Coalizione Nazionale Siriana Ahmad Moaz al-Khatib e con il ‘primo ministro’ Ghassan Hitto – ha negato di collaborare con al-Nusra. Ma sul terreno – dove le formazioni combattenti sembrano per ora reticenti ad accettare l’autorita’ di Ghassan Hitto, considerato paracadutato da Turchia e Qatar – la realta’ e’ diversa. I vari gruppi combattono insieme contro il nemico comune Bashar al-Assad. Gli 11 si sono impegnati anche a rafforzare l’appoggio alla leadership dell’opposizione ‘moderata’, pero’ divisa, e gli aiuti umanitari alle aree sotto controllo dei ribelli. Per l’Italia Dassu’ ha confermato un impegno complessivo di 22 milioni di euro per il 2013, per interventi di emergenza e iniziative di ricostruzione e sviluppo. Solo nell’ultima settimana la Cooperazione Italiana ha portato aiuti per 192.000 euro al confine tra Siria e Turchia.
































Discussione su questo articolo