VIDEO | Si dimettono le ministre di Italia Viva, Renzi apre la crisi di governo. Pd: “Grave errore, lo pagheremo tutti”. M5S: “Voltiamo pagina”

"Davanti a questa crisi sanitaria il senso di responsabilità consiste nel risolvere i problemi non nasconderli e siamo consapevoli che la nostra responsabilità è quella di dare risposte al Paese”

“La crisi politica non la apre Italia Viva, è aperta da mesi”. Così Matteo Renzi in conferenza stampa, dopo avere annunciato le dimissioni delle ministre di Italia Viva, Bellanova e Bonetti, e del Sottosegretario agli Esteri Scalfarotto.

“Davanti a questa crisi sanitaria il senso di responsabilità consiste nel risolvere i problemi non nasconderli e siamo consapevoli che la nostra responsabilita’ è quella di dare risposte al Paese. La politica richiede il rispetto delle regole, non si possono risolvere i problemi con un tweet o con un post, questo e’ populismo”.

L’ex premier torna sul Mes: “Non prenderlo per motivi ideologici è irresponsabile”. Poi annuncia: “Voteremo per lo scostamento di bilancio, per i vaccini e il decreto ristori. Siamo pronti a dare il nostro sostegno a questo, ma non a essere come gli altri, che fingono vada tutto bene per restare attaccati ai propri posti di responsabilità”.

“C’e’ una drammatica emergenza da affrontare ma non puo’ essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali”. “Ci sara’ un motivo se l’Italia e’ il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla”.

Ora che la crisi è ufficialmente aperta, che succede? Da parte di Iv c’è “una fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica”, “la crisi politica si affronta nelle sedi istituzionali, ai tavoli politici, in Parlamento”.

“Se si formano dei gruppi di responsabili? L’abbiamo detto al presidente del consiglio: fai pure. Se ci vuoi sfidare in Parlamento, magari rubando un senatore agli altri, fai pure. Che ci sia qualcuno dei nostri senatori non mi pare”.

Quello sui costruttori “è stato l’appello più bello degli ultimi mesi, ma non si fa sulla sabbia; sulla chiarezza si va avanti con il patto di legislatura al 2023. Ma si chiarisce cosa si fa, non è che tutti i giorni si apre una discussione perché non siamo d’accordo”. Insomma, per Renzi “serve un progetto”.

Quale sarà lo sbocco della crisi? “Tocca a Conte decidere”. “Se ci vogliono non è che ci prendono come segnaposto. Quando ci mettiamo a lavorare non ci facciamo prendere in giro”, scandisce l’ex premier.

“Si può fare un nuovo governo Conte? Non abbiamo pregiudizi su nessuno”, ma “non c’è un solo nome per palazzo Chigi. Noi siamo interessati a rimettere in modo l’Italia per i nostri figli, no ad un incarico in più, e lo abbiamo dimostrato”.

ORLANDO, ‘ERRORE DI POCHI CHE PAGHEREMO TUTTI’

“Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”. Così il vice segretario del Pd Andrea Orlando, mentre è ancora in corso la conferenza stampa in cui Matteo Renzi ha annunciato il ritiro della delegazione di Iv dalla squadra di governo.

ZINGARETTI, “INCOMPRENSIBILE”

“Tutti i partiti di maggioranza e il presidente Conte ancora oggi pomeriggio aveva assicurato la disponibilità a costruire insieme un pattp di legislatura e questo rende l’iniziativa di Italia Viva, di fronte a questa disponibilità, ancora più incomprensibile”. Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al Tg1. 

M5S, “VOLTIAMO PAGINA”

“Al posto di spendere ogni energia per uscire insieme dalla crisi sanitaria, economica e sociale, #Renzi preferisce aprire anche la crisi della serietà. Voltiamo pagina, per proteggere l’Italia”. Lo scrive su Twitter il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (M5s).

Allarga le braccia il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intercettato da LaPresse al Senato, quando gli viene chiesto di commentare le dimissioni delle ministre di Iv e del sottosegretario, Ivan Scalfarotto. Alla domanda, ascoltando le dichiarazioni di Matteo Renzi, se la partita sia definitivamente chiusa o se ci sono ancora spiragli, Patuanelli non si sbilancia: “Vediamo, vediamo”.