Santo Domingo, l’ambasciata chiude per traffico di visti?

Un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano domenica 29 giugno, a firma di Thomas Mackinson e Alessio Schiesari, parla del caso che riguarda l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre 2014.

ItaliaChiamaItalia segue la vicenda fin dall’inizio. Il governo guidato da Matteo Renzi ha deciso di chiudere la sede diplomatica tricolore perché “ce lo impone la spending review”, ma da sempre esiste anche una versione extra ufficiale: l’ambasciata si chiude perché al suo interno vi sono state “forti irregolarità”, in particolar modo per quanto riguarda la concessione dei visti.

Nei giorni scorsi, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, intervistato dal nostro direttore, Ricky Filosa, per il Listin Diario (il quotidiano più diffuso della Repubblica Dominicana), fra le altre cose ha spiegato che la procura di Roma sta indagando sulle irregolarità che riguardano l’ambasciata. Vedremo come andrà finire. (LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA A GIRO).

L’articolo del FQ si spinge oltre e fornisce ulteriori dettagli: “Fino a metà 2013 – si legge -, l’ambasciata tricolore è stata un’industria di visti, migliaia dei quali – questa è la convinzione degli ispettori del ministero – commerciati illegalmente. Per capire la portata della truffa, basta guardare i dati sui visti rilasciati: 5272 nel solo 2012. L’ambasciata in Brasile, che conta venti volte gli abitanti della Repubblica Dominicana, ne ha concessi 3078, quella in Messico 1357, quella argentina appena 667. Fino a che il giochino si è interrotto. Il merito, almeno inizialmente, non è delle autorità italiane, ma di quelle spagnole. È stata infatti la polizia di frontiera dell’aero – porto di Madrid ad accorgersi che qualcosa non andava quando ha scovato sedici dominicani che si erano da poco visti negare il pass d’ingresso in Spagna ma, a distanza di pochi giorni, avevano ottenuto quello italiano. Di qui è partita la segnalazione che ha dato il la a una raffica di ispezioni concluse con il commissariamento della rappresentanza: l’ambasciatore Arturo Olivieri è stato richiamato a Roma, un funzionario licenziato, il rilascio dei visti italiani è stato affidato all’ambasciata spagnola e, come spiega il portavoce del ministero, ‘i rapporti ispettivi sono stati inviati in procura. Si stima che circa 8 mila visti siano stati rilasciati dietro compenso, per una truffa che, secondo fonti interne all’ambasciata, avrebbe fruttato non meno di 30 milioni di euro (il ministero si rifiuta di confermare)”.

E ancora, sempre dal Fatto: “Qualcuno, sul posto, si spinge oltre e ipotizza che il ‘sistema’ fosse sfruttato dalla malavita locale che approfittava dei visti facili all’interno dei traffici di stupefacenti e prostitute. Un’ipotesi che non trova conferme, ma che ha preso piede anche per la mancata trasparenza della Farnesina”.

“L’affaire visti si lega con un’altra vicenda, la chiusura di quattro ambasciate (tra cui quella di Santo Domingo) annunciata dal ministro Federica Mogherini il 4 aprile scorso”. Ma “quella di Santo Domingo era già stata commissariata e resa non operativa”.

Nell’articolo viene citato anche il sottosegretario Giro, e vengono riportate le parole che pronunciò durante l’intervista rilasciata a Filosa: l’ambasciata viene chiusa dunque per irregolarità? No, chiusure e ispezioni “sono due vicende completamente scollegate”, secondo il rappresentante del governo.

Ma il pezzo a firma di Thomas Mackinson e Alessio Schiesari sottolinea: “a contraddire la tesi ufficiale c’è però una lettera inviata dall’ambasciatore dominicano a Roma, Vinicio Tobal, dopo un incontro al ministero con lo stesso Giro: ‘Ha spiegato (il sottosegretario, ndr) che sono state riscontrate irregolarità nell’ambasciata italiana, per questo il governo ha deciso la sua chiusura, ma il provvedimento sarà solo transitorio’. Niente spending review quindi, solo una pausa causata dall’incapacità di sanare una situazione di illegalità”.

Sarà davvero così? Si tratta solo di un provvedimento transitorio? Notizie ufficiali su questo non ce ne sono. Ma potrebbe anche essere, nel mondo è già successo.

Ricordiamo che una volta chiusa l’ambasciata i connazionali residenti nella Repubblica Dominicana sarebbero costretti a rivolgersi all’ambasciata d’Italia a Panama. “Non solo: chiudendo la sede – spiega ancora il FQ – il ministero perderebbe la proprietà di quattro proprietà del valore complessivo di 30 milioni di euro. Si tratta di terreni lasciati in eredità all’ambasciata per cui non è possibile cambiare la destinazione d’uso e che, in caso di chiusura, tornerebbero in mano ai precedenti proprietari”. Si annunciano già pesanti e difficili battaglie sul piano legale.