Romagnoli (MdL), “noi italiani all’estero non vogliamo essere rappresentati dall’Italia di Ventura”

“Italia fuori dai Mondiali, incredibile ma vero. Così come non avremmo nemmeno mai creduto che un governo italiano potesse decidere di chiudere sedi diplomatiche e consolari nel mondo di primaria importanza, eppure anche questo è successo”

L’Italia di Ventura per alcuni commentatori è il simbolo di un Paese che ha bisogno di un colpo di reni per tornare ad essere protagonista nel mondo. Da parte nostra non possiamo accettare di condividere il pensiero di legare il nostro destino a una sconfitta calcistica. La nostra Storia e la nostra cultura sono il nostro orgoglio e la nostra carta d’identità”. Così dichiara in una nota l’On. Massimo Romagnoli, presidente del Movimento delle Libertà.

“La Nazionale italiana non parteciperà ai mondiali di calcio per la prima volta in 60 anni. Noi, che ci vantiamo di avere il campionato più bello del mondo, ai mondiali saremo spettatori e non protagonisti. Se ce lo avessero detto tempo fa non ci avremmo mai creduto. Italia fuori dai mondiali? Eppure…”.

Non avremmo nemmeno mai creduto che un governo italiano potesse decidere di chiudere sedi diplomatiche e consolari nel mondo di primaria importanza, eppure anche questo è successo. La Nazionale esclusa dai mondiali è l’Italia fuori dai circuiti internazionali che contano, messa da parte nel panorama politico mondiale. Ventura e i suoi giocatori sono il capo del governo e i suoi ministri che ci auguriamo di poter sostituire al più presto con le persone giuste al posto giusto, capaci, ricche non solo di buoni propositi ma di conoscenza ed esperienza, che sappiano come agire e non vadano lì per imparare”.

“Sono pochi ormai i mesi che ci separano dalle elezioni nazionali. Sembra che nel mese di marzo saremo chiamati al voto. Noi italiani all’estero non vogliamo essere rappresentati in campo dall’Italia di Ventura, non vogliamo essere rappresentati a livello internazionale da ministri improvvisati e a Roma da parlamentari inconcludenti. Alle prossime elezioni – conclude Romagnoli – prima di esprimere il nostro voto, pensiamoci bene. Potremmo davvero fare la differenza”.