Roma ko col Torino, Totti non basta per vincere. Pareggio Inter

Allo stadio Olimpico i granata hanno mostrato una migliore organizzazione e più cattiveria, contro i confusi e disorientati giallorossi

Un Torino bello e combattivo ha battuto la Roma per 3-1, vincendo con merito il lunch match della sesta giornata della serie A.

Allo stadio Olimpico i granata hanno mostrato una migliore organizzazione e piu’ cattiveria, contro i confusi e disorientati giallorossi. Decisivi Belotti, autore del primo gol del match, e l’ex Iago Falque, che ha firmato una doppietta. Per la Roma inutile la rete numero 250 nel massimo campionato dell’ormai quarantenne Totti.

L’Inter rallenta e perde la scia di Juventus e Napoli. I nerazzurri si fanno bloccare a San Siro da un ottimo Bologna: Destro porta in vantaggio i rossoblù, poi in chiusura di primo tempo Perisic pareggia il conto. Nella ripresa entra anche Gabriel Barborsa, ma non basta.

Il Pescara di Oddo ferma in casa il Genoa: è 1-1 al Ferraris, nel finale i rossoblù chiudono addirittura in nove uomini. Juric sceglie Giovanni Simeone per sostituire Pavoletti al centro dell’attacco. Senza la sconfitta a tavolino alla prima giornata, il Sassuolo ora

sarebbe terzo da solo. I neroverdi battono l’Udinese in casa grazie a una rete di Defrel. E’ da subito un altro Sassuolo rispetto alla serataccia di Verona. La squadra di Di Francesco comincia subito all’attacco: al 13′ la deviazione di Heurtaux sul colpo di testa di Ragusa salva l’Udinese; nove minuti più tardi Antei sfiora il vantaggio ancora di testa, stavolta su calcio d’angolo. I bianconeri non ripartono, il gol del Sassuolo è nell’aria e arriva al 34′ con il solito Defrel.

Deve arrampicarsi tra tante sofferenze la Lazio prima di intascare la vittoria sull’Empoli. Il gol di Keita al 29′ del primo tempo sembrava aver spianato la strada alla squadra di Inzaghi, che però poi deve attendere sino ai titoli di coda della ripresa per arrivare al raddoppio con Lulic. All’Empoli manca il colpo per agguantare il pareggio. La traversa di Pucciarelli e una paio di parate di Strakoska tra i rimpianti più forti dei toscani.