RIPARTENZA | Come cambierà il mercato immobiliare dopo l’emergenza coronavirus

Ripartenza del mercato immobiliare post covid19: cambia il concetto di casa in affitto e il mattone torna ad essere un bene rifugio

SoloAffitti fa un pronostico delle prospettive di mercato post emergenza. Aumenterà la richiesta di affitto, ma con una segmentazione interna più netta. Crescerà anche l’offerta, attualmente il 12% del parco immobiliare italiano è inutilizzato.

Già da alcune settimane molti esperti immobiliari ed economisti stanno facendo delle stime su come cambierà il mercato immobiliare italiano dopo l’emergenza da Covid-19. Oggi, a qualche giorno dall’inizio della Fase 2, è possibile fare dei pronostici più concreti, partendo dal fatto che la quarantena abbia in parte cambiato il rapporto degli italiani con la casa.

Secondo i dati diffusi da Rur, Rete urbana delle rappresentanze, più di un terzo degli italiani vive in case troppo piccole, con una metratura al di sotto della media di Spagna, Germania e Francia (anche se a Parigi la situazione è un po’ diversa, con studio di 15-20 mq, affittati a caro prezzo).

La quarantena e l’imposizione dello smart working per diverse persone hanno messo in luce tutti i limiti di una casa troppo piccola, soprattutto se priva di spazi all’aperto come balconi e giardini. Per questo motivo, saranno molti gli italiani che valuteranno di cambiare casa in favore di una più confortevole, principalmente se attualmente vivono in affitto.

Nei prossimi mesi il mercato degli affitti continuerà ad essere piuttosto dinamico, e investire nel mattone come bene rifugio tornerà ad essere una delle migliori soluzioni. Questo scenario è confermato anche da SoloAffitti S.p.A., azienda leader del settore immobiliare in Italia.

Oggi, quasi il 10% del parco immobiliare italiano è in affitto, ma ancora molti immobili potrebbero essere messi a reddito. Il 12%, infatti, attualmente è inutilizzato, già proposto in vendita oppure tenuto a disposizione come seconda casa, e potrebbe essere concesso in locazione prossimamente.

Anche diversi immobili che venivano proposti con la formula dell’affitto breve come alloggi per i turisti, soprattutto quelli gestiti dai proprietari in fai-da-te, in maniera poco organizzata e con una redditività ridotta, potrebbero tornare disponibili per la locazione abitativa, visti i contraccolpi sul turismo che l’emergenza sanitaria sta determinando sul settore turistico.

Crescerà, dunque, sia la domanda sia l’offerta di affitti, ma, parallelamente, potremmo assistere anche ad una maggiore segmentazione interna del mercato. Le motivazioni che spingeranno gli italiani a cercare una nuova abitazione saranno molto diverse tra loro, così come le caratteristiche dell’immobile ideale.

Circa un italiano su due che attualmente vive in una casa troppo piccola cercherà attivamente una soluzione più confortevole, con una metratura maggiore o con uno spazio aperto di pertinenza. Chi invece già vive in affitto e sta subendo ripercussioni sulla propria condizione reddituale a causa dell’emergenza sanitaria nei prossimi mesi si metterà alla ricerca, suo malgrado, di una soluzione meno spaziosa ma più economica.

A questi si affiancheranno coloro che, per esigenze lavorative, dovranno cambiare città o regione. Una buona parte di questi è rappresentata da giovani attualmente senza lavoro, disposti a spostarsi per trovare un’occupazione, una ricerca che era già difficile prima dell’emergenza e che ora sarà ancora più dura. Secondo l’Istat, i giovani non vivono più nella stessa città, regione o nazione per tutta la vita, come in passato. In 20 anni, i trasferimenti sono cresciuti di circa il 20%.

A queste categorie si affiancano le coppie che vogliono andare a vivere insieme. In molti sono rimaste separate per circa 2 mesi a causa del lockdown, e per alcuni di loro questo ha rappresentato la spinta a compiere il passo verso la convivenza. Rispetto al passato, inoltre, è raro ci si sposi senza aver fatto prima una “prova generale”, una tendenza cresciuta in soli 20 anni di ben 9,5 volte. L’affitto è la soluzione abitativa ideale per questa fase della vita di coppia.

Se per alcuni la quarantena è stata una spinta verso l’amore, per altri ha esasperato tensioni già presenti, portando la coppia alla sofferta decisione di separarsi, un fenomeno purtroppo in crescita nel nostro paese. Dal 1995 al 2015 le separazioni sono aumentate del 215%, mentre i divorzi del 373%. L’affitto è la soluzione più frequente per almeno uno degli ex coniugi, che, soprattutto in presenza di figli, tende a voler restare nelle vicinanze della casa dell’ex partner, considerando questa come la caratteristica principale dell’appartamento che cercherà, mettendo tutto il resto in secondo piano.

Infine, parte della domanda di affitto arriva dagli immigrati, che rappresentano oggi circa l’8% della popolazione residente, e per i quali, soprattutto nei primi anni di permanenza in Italia, l’acquisto non è un’opzione contemplabile. Alcuni di loro giungono nel nostro paese per fuggire da condizioni economiche e sociali difficili, altri, invece, affascinati dal nostro paese, vengono in cerca di una vita nuova, in uno dei paesi culturalmente più ricchi e climaticamente più miti.

“L’emergenza da coronavirus ha cambiato profondamente la nostra vita, le nostre abitudini e, inevitabilmente, le nostre esigenze. Questo si rifletterà sul mercato immobiliare, facendo delineare una domanda di affitti ancor più dinamica e con caratteristiche peculiari diverse dal passato. – Ha commentato Silvia Spronelli, CEO di SoloAffitti – Il mercato immobiliare, quindi, potrebbe diventare un’ottima fonte di reddito, a patto, però, che se ne conoscano bene le dinamiche e tutte le normative. Diverse migliaia di immobili attualmente inutilizzati e potrebbero diventare la soluzione ideale per chi in questo momento è alla ricerca di una casa in affitto. Oggi ci troviamo a fare i conti con una normativa più rigida per quanto riguarda la tutela della salute, le norme igienico sanitarie e la possibilità di incontrare altre persone, riuscire a promuovere il proprio immobile nel modo giusto può risultare più complesso, per questo consiglio di rivolgersi a chi è realmente competente e ha esperienza nel settore, come i Rental Property Manager.”