Dovrebbe prendere il via giovedi’ nella commissione Affari costituzionali della Camera il voto degli oltre 150 emendamenti al ddl del governo che abolisce il finanziamento pubblico diretto ai partiti. Ma ad oggi, sono ancora sul tavolo nodi importanti da sciogliere, che vedono i partiti della maggioranza su posizioni opposte. Tra gli altri, i piu’ spinosi, riferiscono fonti della maggioranza, sono da un lato la proposta di depenalizzazione del Pdl, che vede il Pd fermamente contrario, dall’altro la richiesta dei democrat di mettere un tetto alle donazioni dei privati, cui si oppone il Pdl.
Nelle prossime 48 ore si cerchera’ di trovare una mediazione per evitare spaccature in commissione: un ruolo fondamentale, affermano i partiti della maggioranza, sara’ quello del governo, che ha firmato il ddl e dovra’ pronunciarsi sulle proposte di modifica. Sulla depenalizzazione, ad esempio, il Pdl sarebbe pronto a una riformulazione del proprio emendamento, ma non e’ detto sia risolutiva. Ad ogni modo, il provvedimento non e’ stato ancora calendarizzato per l’Aula. Una decisione sara’ assunta nella riunione dei capigruppo in programma per mercoledi’. Il presidente della commissione, Francesco Paolo Sisto (Pdl) si dice pero’ convinto che "i tempi non sono ancora maturi per portare rapidamente" il testo al voto dell’Aula. E osserva che se non si risolveranno alla Camera tutti i nodi, con un dibattito approfondito, gli stessi problemi potrebbero ripresentarsi al Senato.
































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