Sulle larghe intese e’ scontro tra il premier Letta e Matteo Renzi: ”Spero che l’idea di un governo senza scadenza sia solo una gaffe di Enrico. Il frutto avvelenato della tensione di agosto. Il traguardo delle larghe intese e’, al massimo, il 2015′. Matteo Renzi, scrive la Repubblica, ‘si prepara a rientrare in pista oggi partecipando alle feste democratiche di Forli’ e Reggio Emilia. In questi giorni si e’ ‘riscaldato’ per l’autunno: ha catechizzando i fedelissimi, si e’ confidato con i collaboratori, ha riavviato i contatti con i suoi rappresentanti al governo, a cominciare dal ministro Graziano Delrio. Non ha piu’ fretta di correre alle urne, ma ha voglia di prendersi il Pd da segretario, rivoltarlo come un calzino e lanciarlo al voto dopo il semestre europeo di presidenza italiana. Tra un anno e mezzo, ormai. Anche contro sfidanti nuovi, perche’ no. ‘L’ho detto a Franceschini: se con Letta avete voglia di trasformare l’alleanza con il Pdl in un partito, di istituzionalizzare la grande coalizione, accomodatevi pure. Nessuno ve lo impedisce. Ma dovete dirlo chiaro e tondo, non e’ accettabile un progetto costruito da una posizione di potere come Palazzo Chigi. Presentate la vostra ipotesi centrista agli elettori e cercate di prendere i voti, sempre che ne siate capaci. La democrazia non e’ un optional’. E’ un Renzi da battaglia quello che gia’ oggi pomeriggio sfidera’ il premier in contemporanea, alle 18. Il sindaco parla a Forli’, alla stessa ora Letta inaugura la festa nazionale del partito a Genova. L’appuntamento romagnolo e’ stato organizzato nei minimi dettagli. Alcuni collaboratori di Renzi hanno persino effettuato un sopralluogo tre giorni fa, per dare una mano al partito locale e far lavorare al meglio le tv (ci sara’ anche La Vita in diretta versione estiva) e i giornalisti in quella che in fondo e’ una kermesse piccola, non abituata all’assalto mediatico. Da battaglia dunque ma senza forzare i tempi, tanto piu’ dopo il risultato dell’Imu colto dall’esecutivo che Renzi non ha intenzione di contestare. L’obiettivo adesso non e’ precipitarsi alle urne, ma conquistare il partito pezzo a pezzo, stravincere le primarie e da Largo del Nazareno immaginare la corsa per la premiership. ‘Io non ho fretta – dice Renzi ai suoi interlocutori -. Voglio ricostruire il Pd e dargli un’identita’ completamente diversa, semmai ne ha avuta una. Ho bisogno di tempo, quindi. Perche’ il 2015 non e’ cosi’ lontano”.
Anche Mattia Feltri sulla Stampa interviene in merito alla rivalita’ tra Letta e Renzi. "Ce li terremo per i prossimi venti anni, durante i quali l’uno dira’ dell’altro che e’ ‘una risorsa’, e nei momenti peggiori ‘una risorsa preziosa’. Saranno loro due, Enrico Letta e Matteo Renzi, i D’Alema e Veltroni della prossima stagione, che e’ appena iniziata e dentro il partito democratico vede l’imprevisto trionfo della componente cattolica. I giovani laici, i postcomunisti, i Gianni Cuperlo e quel che c’e’, assistono dai margini all’ennesimo duello della politica italiana, e sara’ cordialmente sanguinoso. Oggi inaugurano una nuova fase del loro confronto a distanza parlando alle feste del Pd: Letta a Genova, Renzi a Forli’. Sono troppe le similitudini fra i due perche’ possano sopportarsi. Sono cattolici. Sono giovani di un gioventu’ programmatica, Letta giovane da una vita, da quando fu presidente dei Giovani democristiani europei fra il 1991 (cioe’ a 24 anni) e il 1995; piu’ modestamente, Renzi fu segretario del Ppi fiorentino nel ’99 (naturalmente a 24 anni), dopo essere stato fondatore di un fan club di Romano Prodi. Letta continuo’ a essere giovane fino a diventare il piu’ giovane ministro della storia repubblicana, e Renzi, che e’ un professionista dal ramo, e’ stato eletto sindaco di Firenze a 34 anni, cioe’ a un’eta’ in cui in politica ci si accontenta di fare il portavoce del sottosegretario. Anche le differenze si scovano, pero’, e parecchie: intanto Letta ha ormai 47 anni quindi e’ giovane soprattutto nello spirito, mentre Renzi ne ha 38 e il titolo di giovane lo conservera’ per lustri. Poi Letta e’ uno che ha fatto la carriera interna, da secchione, da bravo ragazzo che sa aspettare il suo momento, mentre quell’altro e’ il monellaccio che la carriera l’ha fatta a parolacce e calci negli stinchi, alla fiorentina pero’, a cielo aperto".
































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