Non è corretto giudicare Matteo Renzi prima che si confronti con i fatti, ma la composizione del nuovo governo mi lascia molto perplesso. Vedo soprattutto una sapiente alchimia tra le diverse anime del Pd che esprime il 75% dei ministri e – mentre furoreggiano gli applausi per le tante donne e i giovani di governo – mi permetto di osservare che la “qualità” non sembra davvero eccelsa.
Tutti i “big” sondati hanno dato forfait e alla fine all’Economia è andato un Padoan discutibile nei suoi rapporti con le banche d’affari e agli Esteri la graziosa (e sconosciuta) on. Federica Mogherini, responsabile esteri del Pd di pressoché nessuna esperienza internazionale anche se – leggiamo – fa addormentare le due figlie ogni sera al suono della musica di “Bella Ciao”. Se penso che per farle posto è stata cacciata senza neppure un “grazie” Emma Bonino unanimemente apprezzata in tutto il mondo, ottima interprete della crisi siriana, persona integerrima e di grande esperienza (che serve nelle difficili partite di politica estera!) mi sembra che veramente siamo fuori strada.
Auguri comunque al Matteo nazionale, ma io su 4 anni di durata di questo governo non ci scommetterei 10 centesimi e soprattutto non vedo nulla di sostanzialmente diverso dal governo Letta, se non un nuovo accordo con Berlusconi per un sistema elettorale che riempirà ancora una volta il Parlamento di “nominati”. Certo c’è l’“immagine”, sempre questa “immagine” che segue passo passo il correre di Renzi, ma visto che con l’immagine alla fine non ci si inzuppa il pane né si risolve la crisi vedremo come Renzi effettivamente se la caverà su queste cose serie.
































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