Sosteniamo Renzi: questo è in sintesi il concetto e l’appello del sen. Aldo Di Biagio in un suo recente intervento pubblicato su ItaliaChiamaItalia. Sostenere Renzi, stante la sordità, la determinazione e l’ostilità dell’attuale governo, che ribadisce in pratica l’atteggiamento assunto dagli ultimi precedenti, significa accettare, condividere e favorire l’attuale politica di indifferenza nei confronti dell’emigrazione. Quindi si potrebbe sostenere: o si è con Renzi e contro le rivendicazioni della collettività, o si è contro Renzi e con la collettività che si rappresenta. Ma i nostri rappresentanti eletti all’estero sono con Renzi, con noi o contro di noi?
La coerenza e il parlar chiaro dovrebbero far riconoscere l’inconciliabilità del ruolo del rappresentante all’estero con il tipo di politica messa in campo dall’attuale esecutivo, o quantomeno una disapprovazione eclatante dell’operato del governo, disapprovazione che dovrebbe determinare conseguentemente una chiara ed energica presa di posizione, senza il manifestarsi di equilibrismi di comodo.
Si potrebbe tuttavia obiettare che, a distanza di sole poche settimane dalla concessione della fiducia al nuovo governo, è ancora troppo presto per esprimere un giudizio definitivo e quindi bisogna aspettare. Ma esiste una tempistica per i problemi degli italiani all’estero?
Sosteniamo pure Renzi per quello che eventualmente sta facendo o farà per l’Italia, ma non certamente per quello che non sta facendo per gli italiani all’estero. Quello che si è visto finora non fa tuttavia ben sperare per il futuro.
Se partiamo dalla costatazione che il governo Renzi niente ha previsto e niente ha fatto finora per gli italiani all’estero, se non continuare la politica di riduzione e di eliminazione di servizi a favore della nostra collettività, risulta inspiegabile il ruolo svolto dai rappresentanti eletti del Pd, visto il ruolo del loro partito negli ultimi governi e nell’attuale. Da una parte si rendono attivi, propongono, interagiscono, si agitano, ma dall’altra, valutando i risultati, ci si accorge che in sostanza il loro fare non comporta nessuna soluzione di rilievo.
Si potrebbe quasi pensare che il tutto sia una messa in scena, orchestrata ad arte, forse per ordine di scuderia, che ha tutto l’interesse ad incamerare i voti degli elettori all’estero, che possono comunque avere il loro peso. Come mai per questioni come rete consolare, Imu, Tares, corsi di lingua e cultura, questioni da tempo sul tappeto, non è stato ancora trovata una soluzione o non si cerca energicamente di opporre un atteggiamento serio e costruttivo con delle prese di posizioni veramente tali? La questione è di carattere politico? Quali condizioni politiche più favorevoli delle attuali? E’ la subordinazione al potere o il gioco degli interessi che ostacola il confronto?
Non bastano finzioni o sterili iniziative. Se le tesi finora sostenute trovano una loro logicità, a maggior ragione bisogna valorizzare ed approvare la decisione del MAIE di ritirare l’appoggio all’attuale maggioranza.
Tornando al sen. Di Biagio, si ha l’impressione di trovarsi al cospetto di una precisa strategia politica. La sensazione è che i nostri rappresentanti si siano stancati di rappresentarci. Sarà forse per il troppo lavoro o per altri motivi?
































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