Matteo Renzi, presidente di Italia Viva, torna a criticare duramente il governo Meloni sulla gestione della crisi in Iran, definendolo “imbarazzante per mediocrità”.
In un’intervista al Corriere della Sera e nella sua eNews, Renzi sottolinea l’importanza di sostenere gli alleati internazionali: “Nel momento in cui gli iraniani attaccano Cipro e i Paesi amici ci chiedono aiuto è giusto stare dalla parte degli alleati, facendo i necessari passaggi in Parlamento”. L’ex premier attacca anche la gestione istituzionale della crisi: “La premier Giorgia Meloni avrebbe dovuto accettare il confronto in Parlamento. Parlare solo ai media è un atto di miopia politica e di arroganza istituzionale”.
Renzi evidenzia inoltre il ruolo delle monarchie del Golfo: “L’Arabia Saudita ha fatto un percorso di riforme eccezionale che l’Iran non ha saputo neanche immaginare. Teheran attacca come mossa di disperazione finale proprio le monarchie del Golfo perché gli ayatollah vogliono distruggere i riformisti”.
Riguardo agli alleati europei e agli Stati Uniti, Renzi commenta: “Cipro è Europa, Cipro siamo noi” e sulla posizione americana osserva che, nonostante le critiche a Trump, “tra gli Stati Uniti e gli ayatollah non ho dubbi da quale parte stare”.
La morte di Khamenei: una svolta positiva
Sulla crisi iraniana, Renzi interpreta la situazione come un momento storico: “Checche’ ne dicano certi intellettuali, il fatto che per la prima volta da 47 anni il regime degli Ayatollah sia in crisi è un fatto straordinariamente positivo. L’Iran è stata la polveriera del mondo contro l’Occidente ma anche contro l’Islam riformista. Ora siamo a una svolta. Ed è comunque una svolta positiva”.
Renzi contro Tajani e le conferenze all’estero
Il leader di Italia Viva torna anche sulla polemica con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, emersa ieri in Senato. Renzi critica la scelta della premier di parlare ai media anziché venire in Aula: “Ieri in Aula abbiamo ascoltato la posizione del Governo sulla crisi iraniana. Giorgia Meloni ha preferito RTL102.5 a noi. Non è venuta in Senato ma è andata in Radio, solo a me sembra leggermente strano che una Premier faccia così? Che poi era meglio se fosse venuta Meloni non solo per un fatto istituzionale ma perché ci ha lasciato Tajani, la cui mediocrità è sempre più imbarazzante”.
Renzi chiarisce poi le ragioni per cui non tiene più conferenze in Medio Oriente: “Tajani mi accusa per le celebri conferenze all’estero e non ricorda neppure che in Medio Oriente non le faccio più perché da 15 mesi c’è una legge che me lo impedisce. E io rispetto la legge anche se è ad personam e ingiusta. Ma non è questo il punto. Il punto è che non si rende conto che deve essere triste per lui accettare il fatto che uno come me lo pagano per parlare, uno come lui – al massimo – lo pagano per tacere”.
Conclusione
Con le sue dichiarazioni, Matteo Renzi conferma la posizione critica di Italia Viva nei confronti della gestione governativa della crisi iraniana, difende il proprio ruolo politico internazionale e interpreta gli eventi in Iran come una possibile svolta positiva dopo decenni di regime autoritario.






























