Una settimana. Questa settimana. Per trovare un accordo politico sulla legge elettorale. Matteo Renzi, da leader del partito di maggioranza relativa, e’ stato chiaro: aspetta nelle prossime ore da tutti i partiti una risposta alle tre proposte di riforma da lui messe sul tavolo il 2 gennaio. L’agenda degli incontri non e’ ancora fissata. Ma saranno i faccia a faccia tra il Pd e gli altri partiti a dover dare una risposta: quale legge, con quale maggioranza. Il dialogo sara’ alla pari, con gli alleati di governo come con l’opposizione. "Cerchiamo la piu’ ampia condivisione – ribadisce Maria Elena Boschi, responsabile Riforme del Pd – Non abbiamo un modello preferito, per noi vanno bene" allo stesso modo il Mattarellum o lo spagnolo corretto, o anche il sistema ‘dei sindaci’. "L’importante e’ che un accordo ci sia e non si proceda a colpi di maggioranza", sottolinea la deputata del Pd. Dunque, "ci interfacceremo con Berlusconi come con gli altri".
Data e ora degli incontri non sono ancora definite, ma dovrebbero prendere il via da mercoledi’. Renzi potrebbe vedere direttamente i leader degli altri partiti. Ma non e’ escluso che un primo giro di tavolo venga fatto tra chi e’ incaricato di gestire il dossier per ciascuna forza. A loro spettera’ non solo definire le posizioni in partenza, ma anche i margini della trattativa, se e’ vero Ncd indica il sistema dei sindaci, Sc il Mattarellum corretto con doppio turno e FI lo spagnolo. Anche considerata la linea ufficiale di chiusura al dialogo del Movimento 5 Stelle ("Ritorno al Mattarellum ‘non corretto’ e voto", e’ il mantra dei grillini), e’ il partito di Berlusconi la variabile indipendente in grado di condizionare l’esito del confronto.
Con buona pace di alfaniani, montiani e popolari, che vorrebbero trovare un accordo dentro la maggioranza e solo dopo proporlo all’opposizione, la segreteria Pd attende una presa di posizione ufficiale di Forza Italia. Forse gia’ oggi. In giornata dovrebbe infatti esserci un incontro tra Francesco Paolo Sisto, relatore della legge, il senatore Donato Bruno e Denis Verdini, incaricato di gestire il dossier per il partito. Poi Verdini incontrera’ Berlusconi ad Arcore. L’orientamento, ormai e’ noto, e’ per il modello spagnolo (il piu’ inviso agli alfaniani), ma gli azzurri potrebbero aprire anche ad altre soluzioni, ferma restano la richiesta del voto anticipato. Anche i gruppi di Scelta civica si riuniranno domani sera per definire una posizione.
"Abbiamo una nostra proposta depositata alla Camera, ma siamo disponibili anche ad altre soluzioni", dice Renato Balduzzi. E i ministri del Nuovo centrodestra potrebbero vedersi per fare un punto della situazione. Mercoledi’ si dovrebbe poi entrare nel vivo. Non solo al tavolo politico, ma anche in commissione, dove si stabilira’ il calendario dei lavori: "sara’ intenso, ma non affannoso", dice il presidente Sisto. E avverte: "Prima della pubblicazioni delle motivazioni della Consulta sul Porcellum non si potra’ in ogni caso completare l’esame".
































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