REGIONALI LOMBARDIA | La legge elettorale non aiuterebbe Moratti da sola

Nel caso in cui Letizia Moratti dovesse decidere di correre da sola o sostenuta solo dal terzo polo, anche qualora dovesse raggiungere una percentuale a doppia cifra, difficilmente potrebbe influenzare le scelte della prossima maggioranza

Letizia Moratti
Letizia Moratti

Un’eventuale candidatura di Letizia Moratti al di fuori della coalizione di centrodestra non permetterebbe all’attuale vice di Attilio Fontana di essere ‘ago della bilancia’ nel prossimo consiglio regionale. La legge elettorale di regione Lombardia, esaminata dalla ‘Dire’, infatti, prevede un premio che assicura una solida maggioranza al candidato presidente che prende più voti. I consiglieri da eleggere sono 80, compreso il presidente.

La legge elettorale della Lombardia fissa infatti due diversi premi. Se il candidato Presidente più votato ha ottenuto meno del 40% dei voti validi, si prevede un premio di almeno 44 seggi, cioè il 55% dei seggi consiliari. Se, invece, il candidato Presidente ha ricevuto il 40% o più dei consensi, ottiene almeno 48 seggi, cioè il 60% dei seggi consiliari. Alla coalizione vincente non possono comunque essere attribuiti più di 56 seggi, cioè il 70% dei seggi consiliari, mentre 23 seggi sono sempre garantiti alle liste ‘perdenti’.

La legge elettorale, quindi, parla chiaro. E nel caso in cui Letizia Moratti dovesse decidere di correre da sola o sostenuta solo dal terzo polo, anche qualora dovesse raggiungere una percentuale a doppia cifra, difficilmente potrebbe influenzare le scelte della prossima maggioranza.

Nel calendario dei lavori di oggi della seduta della commissione Affari istituzionali del Pirellone fa parte un punto che recita “Modifiche alla legge regionale 31 ottobre 2012, n. 17 (Norme per l’elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione)”.