“Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale – insieme ai colleghi Carè, Di Sanzo e Toni Ricciardi – per chiedere chiarezza sulle gravi anomalie emerse in occasione dell’ultimo referendum nella Circoscrizione Estero, Ripartizione America Meridionale, e in particolare tra gli elettori residenti in Venezuela”.
Lo dichiara l’on. Fabio Porta, deputato del Partito Democratico eletto nella ripartizione Sud America.
“Secondo i dati ufficiali – spiega Porta – la partecipazione degli italiani in Venezuela è balzata dal 23,6 per cento delle ultime elezioni politiche al 36,6 per cento dell’ultima consultazione referendaria, in un contesto in cui la crisi economica, la diaspora crescente e le difficoltà delle comunicazioni postali avrebbero dovuto semmai ostacolare il voto dei nostri connazionali.
Le percentuali di consenso poi, superiori al 90 per cento in molte sezioni, accentuano ulteriormente il sospetto di anomalie statisticamente significative (così come avvenuto in precedenti consultazioni, dove percentuali analoghe sono state oggetto di perizie da parte della magistratura)”.
“Per questa ragione – prosegue il deputato – chiediamo al Governo di chiarire le modalità con cui sono state trasmesse, custodite e distrutte le buste contenenti le schede, di riferire se siano pervenute segnalazioni di irregolarità (come l’irrituale invito agli elettori da parte del Consolato di contattare direttamente il corriere postale privato) e di precisare quali controlli siano stati effettuati dalle nostre autorità diplomatiche per garantire la segretezza del voto”.
“È indispensabile – conclude Porta – disporre una verifica ispettiva presso le sedi consolari competenti, acquisendo tutta la documentazione relativa al voto e valutando un eventuale perfezionamento che renda omogenee e soprattutto sicure le procedure del voto per corrispondenza. Garantire trasparenza, sicurezza e libertà del voto all’estero è una condizione indispensabile per tutelare la credibilità della nostra democrazia e i diritti delle comunità italiane nel mondo”.































