Votare “Sì” in questo referendum significa difendere una giustizia più forte, più trasparente e più affidabile per i cittadini — non una giustizia più debole.
La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è un attacco alla magistratura. È una garanzia per il cittadino. In ogni sistema democratico maturo, chi accusa e chi giudica devono seguire percorsi istituzionali distinti.
Questo rafforza la terzietà del giudice, garantisce l’equilibrio tra accusa e difesa e consolida la fiducia nel processo.
Non si tratta di sfiducia nei confronti dei magistrati. Si tratta di rafforzare la percezione di imparzialità, che è importante quanto l’imparzialità stessa.
La giustizia non deve solo essere giusta — deve anche apparire giusta.
Un altro punto centrale è la riforma dell’organo di autogoverno. La creazione di due Consigli distinti, con membri sorteggiati, rompe la logica delle correnti organizzate che, nel corso degli anni, hanno condizionato le scelte relative a promozioni, incarichi e procedimenti disciplinari.
Il sorteggio riduce l’influenza dei gruppi strutturati, limita le dinamiche corporative e rafforza la neutralità del sistema.
Chi teme questo cambiamento dovrebbe chiedersi: perché un meccanismo più casuale e meno condizionato da equilibri interni dovrebbe rappresentare una minaccia? Se l’obiettivo è la trasparenza e l’imparzialità, il sorteggio è uno strumento che va esattamente in questa direzione.
Ed è essenziale dirlo con assoluta chiarezza: l’indipendenza della magistratura non viene toccata. Non vi è alcuna subordinazione al potere esecutivo. Non vi è alcuna interferenza del potere legislativo nelle decisioni giudiziarie. I principi costituzionali di autonomia e indipendenza restano intatti. Ciò che cambia non è la libertà del giudice di decidere — ma il modo in cui la magistratura si organizza internamente.
Questa riforma non indebolisce la giustizia. La rende più credibile agli occhi della società. E in una democrazia, la credibilità istituzionale è forza, non debolezza.
Il “Sì” è dunque un voto per una giustizia con funzioni più chiare, più protetta dalle dinamiche interne di potere e più vicina ai cittadini – mantenendo intatta la sua indipendenza costituzionale.
LUCIANA LASPRO
Coordinatrice Nazionale MAIE Brasile






























