Al Quirinale è stato rieletto Giorgio Napolitano, ma queste elezioni sono state un calvario. Il centrosinistra ha peccato di arroganza, rifiutando ogni dialogo con il centrodestra (che era ben disposto a fare un governo di larghe intese) ed oggi ne sta pagando il prezzo e lo farà pagare agli italiani. Non solo, pur non avendo una maggioranza, il centrosinistra ha rifiutato l’accordo per fare subito il governo, ma ha anche creato problemi nelle elezioni del Presidente della Repubblica. Prima, il suo leader Pier Luigi Bersani ha proposto una rosa di suoi nomi al centrodestra, che ha accettato il moderato Franco Marini. Al voto, Franco Marini è stato affossato dal suo stesso partito, il Partito Democratico, che si è letteralmente frantumato. Poi, per accontentare lo zoccolo duro della sinistra, Bersani ha optato per la candidatura di Romano Prodi, con tanto di acclamazione del partito. Bersani ha fatto questa scelta sbagliata che ha impedito ogni accordo con il centrodestra, poiché ha pensato più all’unità del centrosinistra che non a quella dell’Italia.
Il centrodestra voleva che il Presidente della Repubblica fosse una figura che unisse gli italiani. Prodi non era questo tipo di figura. Il centrosinistra è riuscito a farsi male (e a fare male all’Italia) anche così. Ben 101 grandi elettori del Partito Democratico non hanno votato Prodi, che avrebbe dovuto prendere 504 voti e invece ne ha presi solo 395.
Così nel Partito Democratico è scoppiata la bufera. Bersani ha annunciato le sue dimissioni e lo stesso ha fatto Rosy Bindi. Questo caos è stato causato dal Partito Democratico che, in nome della sua arroganza, ha rifiutato ogni dialogo con il centrodestra. Mi ricordo che prima delle elezioni Bersani aveva detto che se anche avesse preso il 51% dei voti, il centrosinistra si sarebbe comportato come se avesse preso il 49%. Ha fatto il contrario. Non contento del danno che ha fatto, il Partito Democratico ne ha causato un altro con le sue divisioni interne, trasformando le elezioni del Presidente della Repubblica in un congresso. Intanto, da oltre 50 giorni l’Italia non ha un Governo. Speriamo che ora si faccia. Certo, Giorgio Napolitano (al quale faccio i miei auguri) ha fatto buone cose ma (con tutto il rispetto) è stato rieletto un signore che tra sette anni avrà la veneranda età di novantacinque anni.
Napolitano (che sicuramente è una figura di maggiore terzietà rispetto a Stefano Rodotà, il candidato proposto dal Movimento 5 Stelle) è una garanzia, ma quanto accaduto è un segno di debolezza della nostra politica e lo spettacolo è stato indecoroso.
































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