Come era prevedibile, dopo una quindicina di giorni di incontri più o meno evidenti ed alla vigilia delle votazioni quirinalizie, il premier Matteo Renzi, gran parolaio con poca sostanza, mostra di cedere, o forse lo aveva già programmato, e di dare ascolto a coloro che da sinistra gli tirano la giacchetta e lo tengono in bilico con i voti.
Lo scorso 27 gennaio all’assemblea dei deputati Pd, dopo l’incontro con la delegazione di Forza Italia, ha detto a chiare lettere che la richiesta di tale delegazione di eleggere a Presidente una persona che non abbia una storia di militante del Pd, non può essere accettata, come non possono essere accettati diktat da quel partito. Ha inoltre aggiunto che la nomina dovrà cadere su un politico. Se Renzi avesse detto queste cose quando è iniziata la corsa per il Colle sarebbe stato più serio, oltre che sincero. Quando mai la sinistra, avendo i numeri per accaparrarsi le poltrone, ha lasciato "democraticamente" qualche strapuntino all’opposizione? Mai, e, ciononostante, si definiscono spudoratamente democratici.
Vogliono al Quirinale un politico autorevole, ma viene da chiedersi da quando in qua, tranne i primi presidenti, c’è stato al Quirinale un personaggio al di sopra delle parti e rispettoso in toto della Costituzione, la quale, dopo l’ultimo presidente, si ritrova più sbrindellata che mai. I vari capi di Stato fino ad oggi sono stati solo la "longa manu" della sinistra ed hanno cercato in ogni modo di agevolare la sua politica. Purtroppo la sinistra ha il tarlo dell’inferiorità intellettuale che cerca di mascherare con menzogne, con arroganza e con l’occupazione anche abusiva di poltrone: lo fanno anche nelle loro primarie e ciò è tutto dire.
La sinistra ha dimostrato ampiamente questo suo modo di comportarsi nel non voler fare un revisionismo dal 1943 in poi e, se non lo ha voluto, qualche serio e disdicevole motivo ci deve pur essere e lo ha dimostrato ampiamente con il trattamento riservato a Giampaolo Pansa, il quale per aver con onestà descritto dettagliatamente e con riscontri quanto accadde durante la guerra civile, pur essendo di sinistra, è stato emarginato e tacciato di tradimento.
Ecco dove si ferma lo spirito democratico della sinistra, si ferma dove il procedere mette a nudo tante infamie e crudeltà; una per tutte la commemorazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, del quale non si menziona mai il vile e barbaro attentato di via Rasella. Quando un personaggio di sinistra come l’onorevole, in verità poco onorevole, Ileana Argentin, se ne esce con la seguente dichiarazione da voltastomaco: "il presidente della Repubblica deve essere una persona perbene e per me una persona perbene non sta a destra", si può controbattere solo con: “esimia signora, mi vergogno di dover contribuire con le mie tasse ai suoi emolumenti, inoltre io, di destra, mi ritengo onesto, serio e perbene, e, se permette, ho moltissimi dubbi che dette qualità siano da lei possedute”.
































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