QUIRINALE | Centrodestra, Forza Italia si smarca: “Trattiamo da soli”. Letta: “Non spacchiamo la maggioranza”

Centrodestra ufficialmente spaccato, fallimento di Salvini, Berlusconi è stufo. Tajani: “Basta tecnici, ne abbiamo già uno a palazzo Chigi”. L’Italia in attesa di un nuovo presidente della Repubblica

Elisabetta Belloni presidente della Repubblica? “C’è già un profilo tecnico a Palazzo Chigi e riteniamo non sia giusto averne un altro al Quirinale”: taglia corto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, al termine dell’incontro di centrodestra alla Camera sul Colle. Forza Italia ha annunciato nella serata di venerdì che negozierà da sola in quella che è la partita del Quirinale.

“Il centrodestra è ufficialmente spaccato – scrive sui social il sottosegretario Carlo Sibilia – Non faccia lo stesso il fronte progressista. È il momento di unirsi, non dividersi. E non va ignorata l’onda che monta in Parlamento. Serve stabilità, non dimentichiamo pandemia e crisi energetica”.

Enrico Letta, segretario Pd: “Sul Quirinale non ci può essere una situazione che spacca la maggioranza, dobbiamo trovare l’unità, tenendo soprattutto conto della novità di FI che ha deciso di muoversi in autonomia”.

“Sono in corso contatti e confronti e nessuna decisione è già stata assunta. Sul tavolo ci sono diverse candidature, con autorevoli personalità anche femminili. Come abbiamo sempre detto è fondamentale che sul nome del prossimo Presidente della Repubblica ci sia una larga condivisione”. Lo affermano Pd, M5S e Leu in una nota congiunta nella tarda serata di venerdì.

Intanto, dopo i ‘niet’ bipartisan a Elibetta Belloni – arrivati da diversi partiti di maggioranza Iv, FI e Leu – crescono le quotazioni di una eventuale candidatura al Quirinale della ministra Marta Cartabia. In serata si era diffusa anche la voce di un possibile incontro tra Matteo Salvini e la Guardasigilli che pero’ viene smentito dalla segreteria leghista.

Nella maggioranza, in particolare Iv e i centristi, sarebbero favorevoli a questa ipotesi, anche parte della Lega, mentre Salvini non si e’ mai espresso. Piu’ difficile un sostegno da parte M5s, partito che ha criticato piu’ volte i progetti di riforma della giustizia a sua firma.

Di Maio ha giudicato “indecoroso” aver voluto bruciare un nome di tale livello, come quello appunto di Belloni. D’accordo con lui Bruno Tabacci, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: “Condivido la preoccupazione di Luigi Di Maio. Pone una questione di metodo e di qualità politica in modo corretto”.

L’Italia resta in attesa di un nuovo capo dello Stato.