PUGLIA | Borgo di Biccari, il comune che punta sul turismo delle radici

Borgo di Biccari. Qui, nell'antica Vicarum, la sfida più suggestiva è quella legata al 2023, dedicato al turismo di ritorno che nel piccolo borgo dei Monti Dauni ha più motivi per essere evidenziato

Borgo di Biccari
Borgo di Biccari

Puntare sull’altitudine, anche perché è il segno distintivo del borgo di Biccari, sorto ai piedi di Monte Cornacchia, la più alta vetta di Puglia, dov’è ubicato – in località Boschetto, a 700 metri di altitudine – anche l’insediamento neolitico più in alto della Puglia.

«Con la Montagna noi ci dialoghiamo», afferma il sindaco Gianfilippo Mignogna che prosegue: «e la montagna sarà protagonista del prossimo concerto più in alto della Puglia, con musiche e dialoghi che andranno avanti per diverse ore».

Qui, nell’antica Vicarum, la sfida più suggestiva è quella legata al 2023, dedicato al turismo di ritorno che nel piccolo borgo dei Monti Dauni ha più motivi per essere evidenziato, visto che «ogni mese abbiamo decine di richieste di argentini di terza o quarta generazione che vogliono diventare nostri cittadini».

Biccari – scrive L’Edicola del Sud (ed. Bari) – è tra i pochi comuni che “applica” lo ius sanguinis per ottenere la cittadinanza italiana e tra le sue mura si sono già stabilite diverse famiglie argentine e peruviane, tanto che la fine dell’anno scolastico è stata salutata eseguendo l’inno argentino. «Vogliamo diventare la Melpignano dei Monti Dauni, ovvero essere punto di riferimento del turismo delle radici, valorizzando i legami che ci sono con varie nazioni nel mondo e fare la nostra Expò dell’immigrazione e del turismo di ritorno».